Cronaca / Valchiavenna
Sabato 07 Novembre 2026
Campodolcino, morte di Davide Acquistapace: libero dopo sei mesi l’indagato
Gennaro Assante, 49 anni, era accusato di omicidio preterintenzionale dopo il litigio costato la vita all’imprenditore edile di 63 anni, morto il 3 maggio a Campodolcino. Scaduti i termini della custodia cautelare, il giudice ha accolto l’istanza della difesa. L’uomo resta indagato in attesa della chiusura delle indagini
Lettura 1 min.Campodolcino
Sono trascorsi sei mesi dalla tragedia di Gualdera di Campodolcino nella quale ha perso la vita Davide Acquistapace, 63 anni, padre di tre figli, imprenditore edile, accasciatosi al suolo per infarto in seguito ad un litigio scoppiato la sera di domenica 3 maggio nel patio del suo chalet, e, da venerdì, l’indagato per omicidio preterintenzionale è libero.
Scaduto il termine di sei mesi per la custodia cautelare, prima in carcere poi agli arresti domiciliari a Voghera (Pavia), Gennaro Assante, 49 anni, milanese, ma domiciliato a Voghera, è stato rimesso in libertà su istanza presentata dal suo legale, Maurizio Chiesa, noto penalista del foro di Pavia.
«Scaduti i termini di legge per la custodia cautelare ho presentato istanza perchè il mio assistito tornasse libero, mentre non abbiamo ancora ottenuto il decreto di chiusura delle indagini – dice l’avvocato Chiesa -. Il giudice, Fabio Giorgi l’ha accolta, evidentemente non ritenendo, come evidenziavamo, che vi fossero i presupposti per un pericolo di fuga, piuttosto che per l’inquinamento delle prove, men che meno per la reiterazione del reato».
Il pubblico ministero, Daniele Carli Ballola, invero, ritenendo sussistessero ragioni cautelari, aveva chiesto venisse applicato ad Assante l’obbligo di dimora, ma così non è stato, quindi resta libero in attesa della chiusura delle indagini con eventuale, come prevedibile, richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura della Repubblica di Sondrio fermo restando che la difesa è comunque determinata a compiere tutti i passi necessari a supporto del proprio assistito e, al riguardo, l’avvocato Chiesa sta facendo le sue valutazioni. Potrebbe consigliarlo per riferire la propria versione dei fatti al pubblico ministero, dato che al momento non è ancora stato sentito, come potrebbe optare per una perizia di parte alla luce delle analisi forensi effettuate sui telefoni cellulari della vittima e dell’indagato e delle prime risultanze dell’esame autoptico effettuato venerdì 8 maggio dall’anatomopatologo nominato dalla Procura di Sondrio, Luca Tajani, dell’Università di Pavia.
Per quanto potuto apprendere dall’autopsia sarebbe stata accertata una concausa tra le condizioni fisiche pregresse di salute del defunto, morto per arresto cardiocircolatorio, e l’agire dell’Assante che avrebbe colpito violentemente la vittima con pugni e spintoni, al culmine di un litigio dovuto a recriminazioni di ordine economico e ad altri futili motivi. Pare che Assante si occupasse di una fattoria di Acquistapace e di sua moglie, seppur in fase di separazione all’epoca dei fatti, situata a Voghera e che fosse salito a Gualdera, accompagnato proprio dalla moglie della vittima, per far valere delle ragioni di natura economica. Nel pour parler, però, la situazione è degenerata e al cospetto della moglie è avvenuto il litigio sfociato nella morte di Acquistapace che ha fortemente scosso la comunità locale per la sua tragicità.
La donna, al momento, resta estranea ai fatti, anzi, in quanto coniuge del defunto risulta fra le parti offese dall’accaduto insieme ai tre figli dell’imprenditore edile, all’anziana madre e al fratello. È ancora presto, però, per trarre ogni conclusione. Occorre attendere la chiusura delle indagini e i successivi atti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA