Inaugurata la Casa di comunità di Chiavenna

Il nuovo centro offre ambulatori, telemedicina e il Punto unico di accesso per i cittadini della valle.

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Chiavenna

A differenza di buona parte delle otto Case di comunità attivate sul territorio della provincia di Sondrio e dell’Alto Lario, quella di Chiavenna è già un punto di riferimento per la popolazione locale, formata da 24.500 residenti nei 12 Comuni della valle.

E questo perché la nuova struttura non solo è aperta da quasi un anno, ma è anche stata preceduta dalla costituzione di un ambulatorio medico avanzato con sede proprio in ospedale al quale avevano aderito in massima parte di medici di medicina generale presenti sul territorio.

Alcuni anni fa davvero pochi per il fabbisogno, tant’è che molti valchiavennaschi erano rimasti senza medico e si facevano visitare proprio dal team dell’ambulatorio avanzato, poi, piano piano, le carenze di sono assorbite e oggi sono 10 sui 12 assegnati al territorio della Valchiavenna, i medici di medicina generale che garantiscono turni di copertura in Casa di comunità. Un apporto tutt’altro che scontato, non riscontrabile altrove, e che dipende proprio dal rodaggio effettuato, negli anni, dall’ambulatorio avanzato di cui era coordinatore il medico e oggi sindaco di Madesimo, Roberto Scaramellini.

Oggi Scaramellini non ha preso parte al taglio del nastro, perché in ferie, ma c’era il direttore del Distretto di Asst Valtellina e Alto Lario per la Valchiavenna e l’Alto Lario, appunto, Paola Giossi, c’era Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, Roberta Trapletti, direttore socio sanitario che ha seguito da vicino tutta la complessa partita degli Ospedali e delle Case di comunità, c’era Davide Mozzanica, direttore amministrativo dell’Ats della Montagna, e c’erano i rappresentanti delle istituzioni civili, Silvana Snider, consigliera regionale della Lega, Luca Della Bitta, sindaco di Chiavenna, e Davide Trussoni, presidente della Comunità montana Valchiavenna.

In mezzo ad un andirivieni di persone che hanno cominciato ad affluire alla struttura, ne è stato quindi tagliato il nastro, presenti anche Oreste Della Bitta, medico di medicina generale in pensione, intervenuto in rappresentanza dell’Ordine dei medici della provincia di Sondrio, e Michele Gaggini, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche della nostra provincia.

Dopo la benedizione di don Aldo Passerini, collaboratore della parrocchia di San Lorenzo, e le formalità di rito, è stata Paola Giossi ad accompagnare i presenti nella visita della Casa «che ha nell’integrazione fra servizi sanitari, socio sanitari e sociali il suo punto di forza», ha detto.

Innanzitutto il front office, uffici Cup-cassa, che si trova a destra rispetto all’entrata, poi la sala d’attesa e gli ambulatori dei medici di medicina generale e del medico di continuità assistenziale, quindi, nell’altra ala, a sinistra rispetto all’entrata, si trova l’ambulatorio dei medici specialisti fra cardiologo, pneumologo, diabetologo, reumatologo e endocrinologo, presenti in determinati giorni e orari e dove si effettua anche la telemedicina, quindi, proseguendo, si incontra l’ufficio Pua, Punto unico di accesso, aperto dal lunedì al sabato dalle 8 alle 14 e che risponde al numero 0343.67203, il quale introduce il paziente ai servizi e agli uffici di cui necessita in Casa di comunità, fra fragilità, cronicità, invalidità, esenzioni dal ticket, assistenza domiciliare integrata, ausili e protesi, patenti, fino allo Spazio mamma, al baby pit stop, e alle attività di Consultorio cui è dedicata anche la psicologa di famiglia e che si trovano nell’ala vecchia dell’ospedale collegata, però, alla Casa di comunità, da una passatoia coperta.

«Invitiamo le persone a passare, se non l’avessero mai fatto, perché questa è una Casa in cui si possono trovare risposte e bisogni comuni – dice Roberta Trapletti, direttore socio sanitario di Asst -, in cui si viene accolti ed accompagnati nella soluzione dei propri problemi di carattere sanitario e socio sanitario e assistenziale».

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