Chiese nel mirino dei ladri: due colpi a Prata Camportaccio e Valgreghentino
A Villa San Carlo, frazione di Valgreghentino, sono stati rubati due calici e una pisside, mentre a Prata Camportaccio i malviventi hanno scassinato una cassaforte portando via due calici d’oro e una reliquia di San Miro. Indagini affidate ai Carabinieri.
Lettura 3 min.Chiese del territorio ancora nel mirino dei ladri.
A Valgreghentino i soliti ignoti sono torna a colpire per mettere le mani su oggetti liturgici. Via due calici e una pisside dalla chiesa parrocchiale di Villa San Carlo.
Sta sollevando allarme in paese, l’ennesimo episodio che riguarda una chiesa. Quello avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, nella frazione, è infatti l’ultimo di una lunga e inquietante serie.
Il furto è avvenuto di notte e il ladro o i ladri sono riusciti a introdursi nella sacrestia. Una volta all’interno hanno cercato oggetti di valore e hanno messo le mani su oggetti utilizzati durante le funzioni religiose.
A dare la notizia ai fedeli è stato nella giornata di sabato il parroco don Paolo Ventura che ha anche lanciato l’allarme ai Carabinieri della stazione di Olginate.
I militari sono giunti nel centro di Villa San Carlo per effettuare il sopralluogo ed avviare le indagini. E la presenza dei militari non è passata inosservata ai residenti. Si spera che elementi utili alle indagini possano arrivare dalle telecamere di videosorveglianza.
Come detto sembra che i ladri siano riusciti a mettere le mani su due calici e una pisside.
Un copione simile al furto messo a segno solo tre mesi fa, alla chiesa di San Giorgio nel centro di Valgreghentino, che fa temere la presenza di ladri specializzati. A fine giugno ignoti erano riusciti ad entrare in chiesa passando dai campi sportivi. Una volta all’interno anche in quell’ occasione erano andati a colpo sicuro verso la sacrestia dove avevano prelevato diversi oggetti sacri come calici pissidi e pure l’ostensorio. Successivamente avrebbero provato ad introdursi anche nella casa parrocchiale ma il colpo qui, per fortuna era fallito. Un anno fa, sempre dalla chiesa di San Giorgio, era stata rubata la rosa d’oro massiccio, un oggetto donato cinquant’anni fa come ex voto e mostrato esclusivamente in occasione della madonna del Rosario. Una rosa d’oro a cui la comunità era molto legata. In quell’occasione erano stati rubati anche dei contanti.
A questo elenco di furti, vanno aggiunti i vari episodi in cui sono state prese di mira le cassette delle offerte. E un altro episodio a Villa San Carlo, che però potrebbe essere stata una bravata, risale quest’estate, quando alcuni ladri o vandali si erano introdotti nella casa parrocchiale e poi da lì in oratorio, rubando “solo” caramelle.
Stesse scene a Prata Camportaccio. Se ne è accorto il sacrestano, quando questa mattina è entrato in chiesa per prepararla per le funzioni domenicali. Una volta aperta la sacrestia tutto è stato più chiaro. Furto nella notte tra sabato e domenica nella chiesa di Sant’Eusebio. I malviventi sono entrati nel luogo di culto con il favore delle tenebre e la sensazione questa volta è che non si tratti di sprovveduti come avvenuto in altri casi di furti recenti in Valchiavenna. Nessuno si è accorto di niente tra chi vive nelle case che circondano la chiesa posta al termine di via Roma. Una zona densamente abitata. I ladri sono entrati in chiesa e si sono diretti verso la sacrestia. Qui si sono concentrati sulla cassaforte fino a riuscire a scassinarla. Sottratti due calici in oro e una reliquia di San Miro custoditi all’interno.
Un furto grave per il valore economico, ma anche artistico, storico e religioso, di quanto sottratto. Come sono entrati così i ladri se ne sono andati, senza toccare altro. Almeno ad una prima ricostruzione. Presto per dire se siano andati a colpo sicuro oppure se abbiano fatto un tentativo, andato poi a buon fine. La chiesa di Prata non è protetta da un sistema di allarme, ma a vigilare sul luogo c’è una videocamera di sorveglianza.
Nella giornata di oggi l’arciprete della comunità pastorale di Chiavenna e Prata monsignor Angelo Riva, arrivato da poche settimane in valle, ha sporto denuncia ai Carabinieri della compagnia di Chiavenna. Carabinieri che tra gli elementi di indagine hanno ovviamente raccolto anche le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza. Massimo riserbo sul contenuto delle immagini. Non si conosce l’esatto numero di ladri entrati in azione, né se questi abbiano agito a volto scoperto oppure, non sapendo della videosorveglianza, in qualche modo travisati. Elemento questo che potrebbe essere determinante per una rapida soluzione del caso.
La notizia ha fatto rapidamente il giro tra i fedeli della comunità di Prata, tutti ovviamente turbati per quanto accaduto. Nelle ultime settimane c’è stata una certa recrudescenza del fenomeno dei furti in valle. Solo due settimane fa ci sono stati alcuni “colpi” ai danni di automobili nella zona di Mese. Episodio certo meno grave di quello riguardante Prata. Le prossime settimana sono quelle maggiormente a rischio, con il buio che inizia a calare presto. Quando le persone sono ancora fuori casa.
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