Don Roberto Malgesini verso la beatificazione, a Como via all’inchiesta

Domani pomeriggio a San Bartolomeo il cardinale Oscar Cantoni introdurrà l’iter diocesano. Lo stesso giorno, ma nel 2000, fu uccisa suor Mainetti

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Sondrio

Si terrà domani pomeriggio a Como, nella chiesa di San Bartolomeo, la sessione di apertura dell’inchiesta diocesana sulla vita, l’offerta di sé stesso e la fama di santità del Servo di Dio don Roberto Malgesini, il sacerdote valtellinese ucciso - all’età di 51 anni - la mattina del 15 settembre del 2020 da un senza fissa dimora.

L’appuntamento nel capoluogo lariano è per le 16: un momento decisamente significativo per l’intera Chiesa diocesana e per il vescovo Oscar Cantoni, che in questi anni non ha mai nascosto la propria volontà di dare avvio all’iter verso la beatificazione e la canonizzazione di don Roberto.

L’intervento

Domani a San Bartolomeo si terrà un tempo di preghiera: alla proclamazione della Parola di Dio sarà affiancata anche la lettura di alcuni pensieri su don Malgesini.

Seguirà poi l’intervento del cardinale, che farà da preludio al giuramento gli officiali dell’inchiesta (il delegato del vescovo, il promotore di giustizia e il notaio) e il postulatore della Causa di beatificazione, ossia monsignor Ennio Apeciti, sacerdote dell’Arcidiocesi di Milano che ha seguito numerose Cause, tra cui quella di san Carlo Acutis e quella di don Luigi Giussani, di cui proprio in questi giorni si è conclusa la fase diocesana.

La preghiera a San Bartolomeo riprenderà poi con il canto del Magnificat, la recita del Padre Nostro e la benedizione finale. Nella stessa chiesa, ma alle 18, sarà celebrata la messa. «Tutti i fedeli sono invitati a partecipare, in un momento così significativo per la Chiesa diocesana», come spiegano dalla curia lariana.

Il 6 giugno, tra l’altro, non è certo una data casuale. Lo stesso giorno del 2000 fu uccisa a Chiavenna suor Maria Laura Mainetti, divenuta poi beata il 6 giugno di 21 anni dopo.

Una «figura luminosa di religiosa che ha donato la propria vita, nel silenzio e nell’umiltà, a tanti fratelli e sorelle nel bisogno, con un’attenzione particolare ai giovani», come la ricordano dalla Diocesi. Esattamente come don Malgesini, anche suor Maria Laura fu l’esempio vivente del dono totale della propria vita per amore di Dio e dei fratelli.

I passaggi

Nel concreto, ora che l’inchiesta diocesana potrà partire, il postulatore, sotto l’autorità del Tribunale appositamente costituito, propone e coordina la raccolta di documenti e testimonianze che possano aiutare a ricostruire la vita e la santità del Servo di Dio. Si tratta di verificarne l’eroicità delle virtù, ovvero la disposizione abituale a compiere il bene con fermezza, continuità e senza esitazioni.

La ricostruzione viene fatta seguendo due strade. La prima è l’escussione di testimoni sotto giuramento, ovvero l’ascolto di testimonianze orali delle persone che hanno conosciuto il Servo di Dio e possono raccontare con precisione fatti, eventi, parole. La seconda è la raccolta di documenti e scritti.

La valutazione

Infine, due censori teologi devono valutare gli scritti, se vi sia qualcosa di contrario alla fede o alla morale. Tutte le informazioni vengono raccolte e poi sigillate nel corso di una sessione di chiusura, presieduta dal vescovo.

Terminato questo lavoro, si chiude la fase diocesana dell’inchiesta e tutto il materiale viene consegnato a Roma al Dicastero delle Cause dei Santi che, tramite un relatore, guiderà il postulatore nella preparazione della Positio, il volume che sintetizza le prove raccolte in Diocesi.

Tale documento dovrà dimostrare con sicurezza la vita, le virtù o il martirio e la relativa fama del Servo di Dio.

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