Donazioni di organi, cresce il “no”: l’allarme di Aido Sondrio

In provincia di Sondrio le opposizioni alla donazione al momento del rinnovo della carta d’identità sono al 23,4%, un dato migliore della media lombarda ma in aumento. Aido lancia l’allarme: «Se il no in Comune continua a salire, crescerà anche quello nelle Rianimazioni»

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Sondrio

È forte la preoccupazione in Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), sezione provinciale di Sondrio, e in tutto il mondo che ruota attorno ai trapianti d’organo, per l’aumento costante delle opposizioni alla donazione in sede di rinnovo della carta d’identità in Comune.

In Italia le opposizioni sono mediamente il 35,5% del totale, con punte fino al 46% in Sicilia, mentre in Lombardia il dato si attesta al 33,2% e in provincia di Sondrio si ferma al 23,4%, ma ovunque è in crescita e questo preoccupa «perché di fronte ad un no dichiarato in Comune – dice Giuseppe Piccolo, direttore del Coordinamento regionale trapianti di Regione Lombardia – nulla possono neppure i famigliari laddove chiamati ad esprimersi per la donazione nelle Rianimazioni dei nostri ospedali dove è più facile raccogliere il consenso.

Se, infatti, l’opposizione in Comune viaggia verso il 40%, quella nelle Rianimazioni si ferma al 25%, ma è pacifico che se la prima continua a salire, salirà proporzionalmente anche la seconda». Uno stato di cose emerso in tutta la sua importanza in seno al convegno “Donare è vita: incontro sul valore dei trapianti”, organizzato dalla sezione provinciale di Sondrio di Aido nella sala consigliare di Palazzo Muzio, sabato, col patrocinio della Provincia, del Comune capoluogo, della Comunità montana Valtellina e di Ats ed Asst Valtellina e Alto Lario.

«La situazione in provincia di Sondrio è migliore che altrove, però, le opposizioni in Comune sono in aumento anche da noi – dice Ornella Foppoli, presidente provinciale Aido – e siamo molto preoccupati. Sicuramente da parte nostra c’è un impegno importante nella formazione dei volontari e nell’informazione sul territorio, perché solo se informate le persone possono scegliere in modo consapevole se divenire donatori e questo è ciò cui teniamo di più. La donazione è un atto civico, di altruismo, di generosità e di sensibilità che deve essere consapevole e al riguardo, col supporto dell’Ats della Montagna, stiamo mettendo a punto un percorso di formazione per gli addetti all’ufficio anagrafe».

In base ai dati riportati dal Sistema informativo trapianti del Ministero della Salute, attualmente, le opposizioni sono al 36,4% a Bormio, al 23,6 a Tirano, al 22,8% a Sondrio, al 28,5% a Morbegno e al 23,6% a Chiavenna, ma si arriva anche a percentuali più elevate, ad esempio, a Delebio, 39,9%, a San Giacomo Filippo, 38,2%, a Teglio, 37,7%, a Cosio Valtellino, 35,3%, a Piateda, 30,3%. In totale le dichiarazioni di consenso ottenute in Comune nella nostra provincia dal 2015 ad oggi sono 71.999 contro 22.041 dinieghi «e fra questi ultimi – ricorda Giuseppe Piccolo -, ci sono anche iscritti all’Aido che hanno detto no in Comune perché convinti di fare un doppione aderendo anche in questa sede. Più di 5mila iscritti in Italia hanno detto no in Comune e ora quel no pesa se non viene modificato con atto successivo».

In qualsiasi momento, infatti, la volontà espressa può essere rivista tramite i canali Aido ed Ats-Asst «e questo è importante che i cittadini lo sappiano – dice Paola Salvi, referente formazione e comunicazione del Coordinamento regionale trapianti –, dopodiché su spinta di Regione Lombardia stiamo varando una campagna di informazione ai cittadini che uscirà a fine anno così da prepararli alla manifestazione del consenso in Comune in cui non saranno obbligati a dire sì o no alla donazione, ma potranno anche prendere tempo ed esprimersi successivamente, dopo essersi meglio informati».

Nonostante calino i consensi agli sportelli comunali, però, le donazioni in ospedale e i trapianti aumentano tant’è che siamo passati da 20 donatori per milione di abitanti di cinque anni fa ai 34 attuali in Lombardia, mentre i trapianti aumentano del 20-30% e diminuiscono le attese. «Non c’è attesa, ad esempio, per le cornee – assicura sempre Giuseppe Piccolo -, mentre si attende ancora per altri organi, ma dal momento in cui si viene messi in lista la prospettiva del trapianto è pressocché certa».

Due i pazienti in capo ad Asst Valtellina e Alto Lario, uno calabrese, in lista per un trapianto di cuore, mentre 11 sono stati i trapiantati di reni quest’anno, sempre fra i pazienti della Nefrologia e dialisi della locale Asst, di cui due da viventi.

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