Cronaca / Valchiavenna
Sabato 31 Ottobre 2026
Fugge con la figlia in Romania: dovrà rispondere di sottrazione di minore
Si apre il processo a Sondrio a due anni dalla rocambolesca dipartita della donna, allontanatasi da Chiavenna con la scusa di una vacanza
Lettura 2 min.Chiavenna
Sarà processata perché, ormai da tempo, ha fatto sparire la figlioletta. Nel giugno di due anni fa si è licenziata dall’esercizio commerciale in cui era occupata da qualche tempo, adducendo come scusa al datore di lavoro che aveva trovato un impiego che l’avrebbe maggiormente soddisfatta anche sotto il profilo economico. Poco dopo l’abbandono dell’attività la giovane donna, classe 1993, ha informato il marito della volontà di portare la figlioletta, nata nel 2014, in Romania - Stato di cui la madre è originaria - per un periodo di vacanze volto anche a fare trascorrere alla piccola alcune settimane in compagnia dei nonni materni.
«Sono in ferie e approfitto per portare nostra figlia dai miei genitori», aveva raccontato la consorte. Ma quando avrebbe dovuto rientrare in Italia, nel tempo concordato con il coniuge prima della partenza, ciò non è avvenuto. Il marito, un piccolo imprenditore nel settore dell’edilizia, ha atteso qualche giorno, sperando ovviamente in un rientro a Chiavenna, dove la famiglia risiede, ma i giorni passavano e non riusciva mai a mettersi in contatto con la moglie. A un certo punto l’uomo, oggi di 44 anni, sempre più preoccupato e insospettito di una possibile brutta piega della vicenda, ha deciso di presentare una regolare denuncia ai carabinieri della Compagnia di Chiavenna, facendo così partire le indagini.
I militari dell’Arma hanno ovviamente subito informato la Procura della Repubblica di Sondrio, diretta da Piero Basilone, e del caso si è occupato il sostituto procuratore Chiara Costagliola. Il magistrato, nel frattempo, è stato trasferito al Palazzo di giustizia di Milano, ma l’inchiesta non si è fermata. E, nelle scorse settimane, la donna, sempre irreperibile e difesa dall’avvocato Alberto Zulian con studio professionale a Bormio, ma al momento non colpita da un mandato di arresto internazionale, è stata rinviata a giudizio. In Tribunale, a Sondrio, pochi giorni fa, si è tenuta la prima udienza, quella filtro con l’ammissione dei testimoni richiesti dalla pubblica accusa rappresentata dal pm onorario Anna Vitali e il giudice Davide Morini ha compiuto i primi atti, fissando la lista dei testi ammessi della Procura e quelli della difesa. L’imputata è chiamata a rispondere del reato 574 bis del Codice penale, ossia di sottrazione di minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale, trattenendo all’estero la piccola contro la propria volontà. Il fatto risale al giugno del 2024 e, al momento, non è dato sapere se il padre intenda costituirsi parte civile: può farlo in apertura del processo, fissato dal giudice a metà del mese di febbraio del prossimo anno.
Intanto il papà della bambina, dal giugno di due anni fa, non ha più avuto la possibilità di sentire al telefono, in videochiamate, rivedere e riabbracciare la figlioletta, mai più riportata in Italia dalla madre che si era allontanata con lei con la scusa di farle trascorrere una bella vacanza nello Stato dell’Est Europa. “E la sua sofferenza non è poca”, assicura chi lo conosce. Spera, adesso, che con il processo la situazione si possa finalmente risolvere nel migliore dei modi con il ritorno a Chiavenna della dodicenne (ai tempi aveva soltanto dieci anni e frequentava con regolarità e profitto le scuole locali) sottratta.
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