Gordona, dopo l’incendio riapre la pesca sul Mera ma solo su una sponda

Ottanta ettari di bosco bruciati hanno lasciato il versante instabile: resta vietata la pesca sulla sponda destra nel tratto verso la confluenza con il Boggia, mentre torna accessibile quella sinistra.

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Gordona

Ottanta ettari di bosco sono andati in fumo. L’incendio è spento, ma gli effetti sono destinati a durare a lungo. A farne le spese al momento sono i camminatori e i pescatori. In seguito ha quanto accaduto sul versante montuoso sovrastante il fiume Mera e il tratto terminale del torrente Boggia, l’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio ha emesso nuove disposizioni relative alle attività di pesca nel territorio del Comune di Gordona. Il presidente Ups Renato Manenti, ha firmato un nuovo decreto che aggiorna la disciplina della pesca nell’area, tenendo conto delle risultanze della relazione geologica post-incendio e delle successive ordinanze comunali firmate dal sindaco Mario Guglielmana.

Fino a data da destinarsi è stata disposta la sospensione temporanea e immediata dell’esercizio della libera pesca lungo la sponda orografica destra del fiume Mera. Nello specifico, la misura riguarda il tratto che si estende da 50 metri a monte della webcam dell’associazione fino alla confluenza con il torrente Boggia. Tale zona sarà delimitata con apposita tabellazione di divieto e palinatura lungo le sponde per garantire una chiara segnalazione. Parallelamente, il decreto sancisce la riapertura della pesca per quanto riguarda la sponda orografica sinistra del fiume Mera, nel medesimo tratto compreso tra i 50 metri a monte della webcam e la confluenza con il torrente Boggia. Torna accessibile ai pescatori anche la zona classificata come “Fascia E”, situata in località Cascata della Boggia.

Il provvedimento sostituisce il precedente decreto di sospensione totale emanato lo scorso 10 agosto. Il testo è stato inoltrato al settore Agricoltura, Ambiente, Caccia e Pesca della Provincia di Sondrio, al Comune di Gordona, al corpo di Polizia locale e al corpo di Vigilanza dell’associazione per i relativi controlli sul rispetto delle norme. A inizio settembre il Comune di Gordona aveva deciso di chiudere il sentiero della Via Francisca per tutelare gli escursionisti dal concreto pericolo di frane e caduta sassi. Un provvedimento inevitabile dopo l’incendio nell’area della Torre di Segname. Dopo lo spegnimento delle fiamme, una relazione geologica ha confermato come il fuoco avesse divorato gli alberi e la vegetazione che prima tenevano insieme il terreno, lasciando scoperte le pareti di roccia e indebolendole a causa del forte calore. Durante il sopralluogo sono stati rinvenuti diversi sassi caduti direttamente sul tracciato, insieme a tronchi d’albero spezzati e accumuli di terra e detriti pronti a scivolare a valle. Anche sulla sponda del Mera.

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