Fulmine incendia il bosco sotto la Torre di Segname, ore di lavoro per domare il rogo

L’incendio è scoppiato martedì pomeriggio dopo che un fulmine ha colpito il versante sopra Gordona. Decisivo l’intervento di vigili del fuoco, antincendio boschivo ed elicottero regionale. Il sindaco rilancia la richiesta di una vasca antincendio per rendere più rapidi gli interventi futuri

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Gordona

Tuoni e fulmini si sono scatenati nel pomeriggio di martedì sulla Valchiavenna con epicentro Gordona e la zona della torre di Segname. Ed è proprio lì che si è concentrata al massimo l’energia tant’è che alle 16 un boato ha scosso la tranquillità del paese e di quelli confinanti con parecchie persone corse alle finestre per capire cosa stesse accadendo.

E c’è chi ha visto con i propri occhi un fulmine cadere proprio nei pressi della torre di Segname, struttura di avvistamento risalente addirittura al IX secolo e posta in capo ad un colle alto 655 metri, zona dalla quale ha iniziato a salire del fumo. L’energia della saetta proiettata sul sottobosco molto arido e su un’area in cui erano presenti piante completamente secche ha sortito l’effetto di accendere un rogo non facile da domare.

Anche perché non vi sono strade di accesso alla sommità del monte, salvo un sentiero subito percorso dai vigili del fuoco di Mese e dai volontari dell’antincendio boschivo della Comunità montana immediatamente avvisati dal sindaco del posto, Mario Guglielmana.

«Ringraziamo i vigili del fuoco con i loro volontari, i carabinieri forestali e il gruppo antincendio boschivo della Comunità montana per il lavoro straordinario effettuato – dice il sindaco – e per la tempestività e professionalità con cui hanno operato per mettere in sicurezza l’area e tutelare il bosco. Siamo saliti tutti dal sentiero a piedi, martedì pomeriggio, anche i vigili del fuoco, perché non vi sono strade che conducano in quel punto, tant’è che è stato subito attivato l’elicottero inviato dal centro operativo di Regione Lombardia. E per fortuna che ha potuto approvvigionarsi alla vicina “Bogia”, in modo da essere sul target nel giro di due minuti e mezzo e poter avere finalmente, dopo due ore di lavoro, ragione del fuoco».

L’area interessata dal rogo si trova a ridosso della torre, a circa 30 metri dalla stessa, e non è vastissima, ma si è trattato comunque di un intervento impegnativo e di un incendio insidioso proprio per via della presenza di piante secche e di un sottobosco asfittico. Per ore i vigili del fuoco si sono trattenuti sul posto e anche durante la notte il presidio è sempre rimasto attivo, per quanto il rogo fosse già sedato. Troppo alto il rischio di una sua ripresa per poter rientrare alla base per cessato allarme.

Fino a mezzogiorno di oggi si sono trattenuti sul posto i vigili del fuoco e sono stati effettuati nuovi voli da parte dell’elicottero inviato da Regione, poi, il testimone è stato ceduto ai volontari dell’antincendio boschivo che hanno proseguito il monitoraggio. «Anche alla luce dell’accaduto rinnoviamo alla Comunità montana l’invito a considerare l’importanza di realizzare una vasca antincendio nella zona della mezzacosta di Menarola o del Cermine – dice il sindaco – analogamente a quanto si sta facendo a San Bernardo e a Savogno, diversamente, in caso di incendi su quei versanti lo spegnimento diverrebbe quasi una corsa ad ostacoli non essendovi bacini da cui poter attingere».

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