Madesimo, inaugurato il rifugio Baldiscio: «Una scommessa vinta»

Il progetto ViVi 2.0 valorizza il valico storico. È presente un nuovo tracciato panoramico per escursionisti e mountain bike.

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Madesimo

Oltre cento persone si sono ritrovate a 2.325 metri di quota, presso l’omonimo lago, per l’inaugurazione del Rifugio Baldiscio. L’opera, promossa dalla Comunità Montana della Valchiavenna con il progetto Interreg Italia-Svizzera “ViVi 2.0” e integrata in “Spluga Bianco”, valorizza il valico storico tra Valchiavenna, Mesolcina e Viamala. Alla cerimonia hanno partecipato amministratori, enti turistici e il Cai. Nell’occasione è stata svelata una targa per Giacomo Gallegioni, giovane scomparso nel 2020 sul Pizzo Spadolazzo. La struttura, 18 posti letto e bivacco invernale, è servita anche da un nuovo tracciato panoramico dall’Alpe Piani, ideale anche per mountain bike.

Sull’opera è intervenuto il presidente della Comunità Montana della Valchiavenna: «Oggi possiamo dire che il Baldiscio è stata una scommessa vinta e l’inizio di un sentiero da percorrere insieme. La Comunità Montana ha voluto che fosse un rifugio aperto a tutti coloro che frequentano e amano la montagna. Perché tutti i rifugi sono anche casa, sia per l’alpinista esperto sia per l’escursionista: un posto sicuro, un luogo protetto. È una definizione del Cai, ma noi la sentiamo nostra. Ognuno ha il suo rifugio del cuore e speriamo che il Baldiscio possa diventare il rifugio del cuore di tanti valchiavennaschi e turisti».

Per i gestori Margherita Aiesi e Luca Spreafico un momento speciale: «Qui in rifugio il tempo funziona diversamente, le persone rallentano e i rapporti diventano più autentici. Lavorando nella sostenibilità ambientale, passare del tempo in montagna mi ricorda concretamente perché faccio questo mestiere: ti mette davanti a ciò che vale davvero la pena preservare. In un mondo che corre continuamente, il rifugio resta una piccola bolla in cui ritrovare misura, attenzione e umanità.»

Ampia convergenza anche dalle altre voci. Mauro Premerlani del Cai Chiavenna ha elogiato i volontari e l’intesa con Mesocco: «Grazie a questo intervento oggi Valchiavenna, Val Mesolcina e Viamala sono ancora più unite.» Il sindaco di Mesocco, Mattia Ciocco, ha lodato l’impegno comune per «trovare le sinergie utili a dare valore alla nostra montagna», mentre Silvana Snider, consigliere di Regione Lombardia, ha espresso la vicinanza alle aree montane per «mantenere vivi questi luoghi». Soddisfazione infine dai rappresentanti turistici Cristian Vigne del Moesano, che vede il rifugio come «un tassello importante per un percorso transfrontaliero di più giorni» e Dana Locher di Viamala Tourismus, che ha ringraziato chi ha reso possibile unire «due regioni transfrontaliere, due culture e tante persone che amano la montagna».

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