Omicidio a Campodolcino, «Il paese è sotto choc»

La Valchiavenna sotto choc dopo la morte per infarto di un imprenditore vittima di un’aggressione. “Siamo fortemente scossi – dice il sindaco, Enrica Guanella – ed esprimiamo vicinanza ai famigliari del nostro concittadino».

Campodolcino

Campodolcino è scossa. Quanto accaduto domenica sera ai 1400 metri di Gualdera non era affatto prevedibile in una realtà che conta 950 abitanti e in cui, a memoria d’uomo, non si ricordano fatti violenti di questo tenore.

«Noi siamo sconvolti, molto dispiaciuti per quanto accaduto al nostro concittadino, Davide Acquistapace – dice il sindaco del posto, Enrica Guanella, che ha anche celebrato alcuni anni fa il suo matrimonio civile nella sala del Muvis del paese -, e molto dispiaciuti per la sua famiglia. A nome della comunità tutta esprimo cordoglio e vicinanza ai suoi figli, alla mamma, al fratello. È un fatto sconcertante di cui non conosciamo i contorni».

Acquistapace era, infatti, padre di tre figli, una femmina e due maschi, era nonno, e aveva ancora la mamma, Clea, e il fratello Maurizio. Persone che ora sono nel dolore e che non si capacitano dell’accaduto.

Un mistero per tutti anche se, in queste ore, si è fatto un gran parlare dei trascorsi professionali di Acquistapace, delle traversie legate ad affari che non sempre sono andati in porto come avrebbe voluto. Ma tutto ciò non basta a giustificare l’accaduto e non è neppure chiaro se vi sia un nesso fra le vicissitudini professionali e la tragedia. Un qualcosa che ha comunque messo a soqquadro Gualdera, Fraciscio e pure Campodolcino domenica sera.

Erano le 20, infatti, quando è scattato l’allarme al civico 60 di Gualdera, lo splendido chalet in legno realizzato da Acquistapace, per l’arresto cardiocircolatorio in cui era incorso dopo il litigio con un 49enne del Milanese che lo avrebbe preso a pugni e spintoni avanzando pretese su pregressi economici e entrando in discussione per futili motivi. Il 64enne non ha retto e si è accasciato sotto gli occhi della ex moglie, pure presente, per quanto non coinvolta nel litigio. Subito dopo è stato un correre avanti e indietro di vicini e di soccorritori che hanno fatto tutto il possibile per salvare la vittima senza riuscirci. Mentre i carabinieri si sono occupati di tutto il resto arrestando in flagranza di reato, per omicidio preterintenzionale, l’autore dell’aggressione, recluso in carcere a Sondrio. Mentre la salma del defunto è all’obitorio a Sondrio e verrà sottoposta ad autopsia fra domani e dopodomani.

Gualdera, oggi bagnata dalla pioggia e avvolta dalla classica nebbiolina di montagna, appariva immersa in un tempo sospeso.

Lo splendido chalet in legno, d’estate ornato da gerani rossi e sorvegliato a vista da telecamere posizionate dal proprietario, era chiuso con i sigilli posti dai carabinieri.

Non c’era anima viva in circolazione, sia per via del maltempo, sia per il fatto che il paese si anima soprattutto nei fine settimana, almeno fino ad inizio giugno quando cominciano ad arrivare i turisti in pianta stabile.

Tanti gli interrogativi, tanto il dolore, i ricordi, ma Campodolcino è anche una realtà in cui si soffre in silenzio, come tutte quelle di montagna.

«Quanto accaduto viene vissuto con discrezione – dice don Marco Maesani, parroco di Campodolcino e Madesimo da cinque anni -, senza esteriorità e come una sorta di riflessione. Non si sente di aggiungere altro, se non che abbiamo voluto ricordare nella preghiera, nella Messa di lunedì sera e durante il Rosario mariano della stessa serata sia il defunto sia l’aggressore. La nostra è, del resto, e deve restare una dimensione di preghiera».

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