Patrimonio verde della Lombardia, Sondrio è in testa

La provincia di Sondrio si conferma uno dei territori forestali più importanti d’Italia e il principale polo boschivo della Lombardia. A certificarlo è il nuovo rapporto nazionale

Lettura 2 min.

Sondrio

La provincia di Sondrio si conferma uno dei territori forestali più importanti d’Italia e il principale polo boschivo della Lombardia. A certificarlo è il nuovo rapporto nazionale “Foreste in Comune” realizzato da PEFC Italia in collaborazione con Uncem e con l’elaborazione dei dati della Carta forestale d’Italia e del Sistema informativo nazionale delle foreste e delle filiere forestali, che fotografa la distribuzione del patrimonio forestale italiano e il suo rapporto con l’economia dei territori.

I numeri

I numeri raccontano il peso della Valtellina e della Valchiavenna nel panorama regionale. Tra i venticinque comuni lombardi con la maggiore superficie forestale figurano infatti dieci comuni della provincia di Sondrio. In testa – anche a livello regionale - si trova Valdidentro con oltre 6.700 ettari di superficie forestale, seguita da Teglio con quasi 6.000 ettari.

Nelle prime posizioni compaiono anche Sondalo, Valfurva, Valdisotto, Novate Mezzola, Val Masino, Chiesa, Grosio e Ponte. Tra quelli con l’indice di boscosità maggiore c’è Spriana con il 92,15%, quarto posto regionale. Sono peraltro solo 325 i comuni in tutta Italia caratterizzati da un tasso di boscosità sopra l’80% e qui risiede appena lo 0,3% della popolazione nazionale, ma è presente il 6,3% della superficie forestale nazionale, con una dotazione pro-capite di bosco pari a 20 volte la media nazionale.

Dati particolarmente importanti anche a livello regionale considerando che la Lombardia dispone complessivamente di circa 672mila ettari di foreste, con un indice medio di boscosità del 28,16%. Molte delle superfici più estese e significative della regione sono concentrate proprio nel territorio sondriese, confermando il ruolo strategico dell’area alpina lombarda nella conservazione e nella gestione del patrimonio forestale. Su scala nazionale le foreste coprono ormai oltre un terzo del territorio italiano e circa il 75% della superficie forestale nazionale è concentrata nei comuni montani.

Ma il dato ambientale rappresenta soltanto una parte della lettura. Se infatti dal rapporto emerge subito la straordinaria dotazione forestale della provincia di Sondrio, il secondo aspetto importante riguarda le opportunità economiche che questa ricchezza naturale può generare.

Risorsa strategica

La ricerca mostra un cambiamento culturale profondo nel modo di leggere il rapporto tra foreste e sviluppo. Per decenni il bosco è stato considerato una conseguenza dell’abbandono delle montagne e dello spopolamento delle aree interne. Oggi, invece, viene sempre più interpretato come una risorsa strategica da governare e valorizzare.

Secondo gli autori dello studio, il patrimonio forestale italiano è ormai una componente centrale del territorio nazionale e rappresenta una leva fondamentale per costruire nuove politiche di sviluppo locale. Il tema non riguarda soltanto la tutela ambientale, ma investe direttamente l’economia, l’occupazione e la qualità della vita nelle aree montane.

«L’elemento più rilevante è il superamento dello stereotipo - osservano gli autori del rapporto -. L’alta boscosità caratterizza anche territori attrattivi sul piano sociale e dinamici sul piano economico». I 1.113 comuni montani - si legge nel dossier -, il cui pil supera cioè il valore medio nazionale con oltre 20.000 euro all’anno pro capite, nei quali risiede il 40,4% della popolazione montana e trova collocazione una rilevante quota della superficie forestale (il 32,25% di quella dell’intero orizzonte montano), sono per la metà anche “più ricchi” di foreste presentando indici di boscosità sopra il 60%. Dato che confermerebbe la rilevanza del bosco nei contesti economici più favorevoli della montagna.

Per Sondrio questo significa poter interpretare il patrimonio forestale come una vera infrastruttura economica. Le foreste alimentano infatti filiere che spaziano dalla produzione legnosa alla manutenzione del territorio, dalla prevenzione del dissesto idrogeologico fino al turismo, all’escursionismo e alle attività legate alla sostenibilità ambientale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA