Cronaca / Valchiavenna
Venerdì 04 Settembre 2026
Piuro: pista per i monti di Santa Croce, via libera al secondo lotto
Autorizzato il cantiere per superare lo sperone di roccia. Il progetto prevede scogliere a secco e misure per la tutela del territorio.
Lettura 1 min.Piuro
La svolta era attesa ed è arrivata. Via libera della conferenza dei servizi al secondo lotto della pista per i monti di Santa Croce di Piuro. Un passo atteso da 6 anni. Da quando il cantiere si bloccò di fronte alla necessità di superare uno sperone di roccia tra Pradella e Saranga. Un passaggio formale decisivo che autorizza un intervento da quasi 220 mila euro, destinato a migliorare l’accessibilità e la gestione del territorio montano compreso tra la Valle del Grillo e la località Gualdo. L’infrastruttura si snoderà per un tracciato di 115 metri, ad un’altitudine compresa tra i 1.130 e i 1.152 metri sul livello del mare. Trattandosi di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, idrogeologico e forestale l’iter ha richiesto l’esame attento degli enti preposti alla tutela del territorio.
La Soprintendenza ha espresso il proprio parere favorevole. Per mitigare l’impatto visivo, l’organo ministeriale ha prescritto la realizzazione di scogliere a secco non intasate con calcestruzzo in corrispondenza di precise sezioni del tracciato, consentendo così il naturale rinverdimento delle pareti. Parallelamente, la Comunità montana ha rilasciato il proprio nulla osta specificando che la trasformazione boschiva necessaria sarà 495 metri quadrati ricadente in tipologie di acero-tiglieto e lariceto. Il provvedimento prevede una serie di prescrizioni operative per la fase esecutiva. Per la mitigazione del Bostrico e il rischio incendi è consentito il taglio delle sole piante strettamente ostacolanti il cantiere. Gli alberi abbattuti e le ramaglie dovranno essere prontamente esboscati per prevenire la diffusione del bostrico tipografo dell’abete rosso e ridurre i rischi d’incendio. In alternativa, è resa obbligatoria l’immediata scortecciatura. Per quanto riguarda la sicurezza geologica è richiesta l’assistenza di un geologo specializzato durante i lavori. Lungo la pista, in particolare nei tratti con pendenza pari o superiore al 12%, dovranno essere posate canalette di drenaggio e garantita una pendenza trasversale del 2,5% per evitare fenomeni erosivi e ristagni d’acqua. Infine il ripristino del manto erboso. Le terre mosse dovranno essere sistemate con angoli di scarpata inferiori a 45 gradi, compattate e inerbite per ripristinare la vegetazione circostante.
Un’opera la cui ideazione risale ormai al decennio scorso e che ha avuto molte traversie. Il progetto preliminare originario di questo secondo lotto ha addirittura come data il mese di ottobre del 2020.
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