Cronaca / Valchiavenna
Venerdì 14 Agosto 2026
Polizia stradale di Mese a rischio chiusura: «Servono rinforzi»
Oggi sono in servizio otto agenti, ma due andranno in pensione entro fine anno: servono almeno quattro o cinque nuove unità per scongiurare il rischio chiusura
Lettura 1 min.Mese
Di giovedì l’uscita pubblica del Sap, Sindacato autonomo di Polizia, sezione provinciale di Sondrio, rispetto alla necessità di rimpinguare quanto prima l’organico del distaccamento della Polizia stradale di Chiavenna, addirittura a rischio chiusura, e, di oggi, il ritorno sul tema di Luca Della Bitta, sindaco di Chiavenna, preoccupato al pari di tutti i cittadini della valle del Mera.
«Per il tramite della Comunità montana della Valchiavenna, tutti noi sindaci abbiamo preso posizione a difesa dell’importante presidio della Polizia stradale di Mese – dice Della Bitta -, perché riteniamo fondamentale rimanga in valle sia perché percorsa da direttrici internazionali con traffico notevole dal Maloja, Passo alpino aperto tutto l’anno, e dallo Spluga, ad apertura stagionale, sia perché il supporto fornito dalla stradale alla sicurezza generale del nostro territorio, in tandem con la presenza diffusa dei Carabinieri, non può assolutamente venir meno».
Su questo è massima la convinzione di Della Bitta così come quella del sindaco di Mese, Paolo Cipriani, dove ha sede la caserma della Stradale, e nel solco tutti gli altri sindaci. «Dalla Comunità montana è partita una lettera indirizzata al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e alla Questura - dice Della Bitta – che riassume la preoccupazione del territorio sul tema e chiede attenzione alle massime autorità sul tema del reperimento del personale necessario al funzionamento del distaccamento. Rinserrare le fila è fondamentale e, se possibile, anche potenziare questa presenza qualificata e molto utile».
Attualmente, come aveva ribadito Cristiano Ambrosini, segretario provinciale del Sap, nella nota stampa diffusa a metà settimana «ci sono solo otto agenti in servizio a Chiavenna e due di loro andranno in pensione entro la fine dell’anno - ha detto il segretario provinciale, e se con i prossimi corsi non si provvederà all’assegnazione di almeno quattro o cinque unità, il distaccamento rischierà seriamente la chiusura».
A provocare la denuncia del Sap, il fatto che siano sì arrivati rinforzi in Questura a Sondrio con 21 nuovi agenti assegnati pochi giorni fa in prova dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, di cui 16 appannaggio della Questura, tre della sezione di Polizia stradale di Sondrio e due della Sezione di polizia di frontiera di Tirano, ma nessuno di loro è stato assegnato alla Stradale di Mese e neppure alla sezione di Polizia postale del capoluogo dove la situazione resta critica con soli tre agenti in servizio che scenderanno a due a fine anno.
«Siamo molto soddisfatti per i nuovi arrivi, nuova linfa per la nostra Questura – aveva detto Ambrosini -, ma non possiamo non ribadire le criticità su Mese e sulla sezione di Polizia postale, entrambe strategiche nei luoghi e nei settori di appartenenza».
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