Cronaca / Valchiavenna
Giovedì 15 Ottobre 2026
Residenza il Deserto a Chiavenna, un progetto sociale che vale 1,38 milioni
Cooperative, istituzioni locali e religiose hanno annunciato l’operazione e i fondi già assicurati. E lanciano un appello: «Mancano ancora 150mila euro»
Lettura 2 min.Chiavenna
Una grande sfida, che le cooperative sociali Nisida e la Quercia e i cinque nuclei familiari che fanno capo all’associazione Mondo di comunità e famiglia, hanno deciso di raccogliere in sintonia con le istituzioni locali civili, la Comunità montana della Valchiavenna e il Comune di Chiavenna, e religiose, ovvero l’arcipretura.
Una istituzione antica
L’obiettivo è alto e, insieme, nobile, perché si tratta di conservare quella che è sempre stata la vocazione storica, marcatamente sociale, del luogo simbolo per antonomasia di Chiavenna, il Deserto, una costruzione realizzata nel 1922 e inaugurata nel 1925 dall’Opera don Guanella per dare ospitalità, in prima battuta, a pensionanti estivi, anziani, e a bambini con disabilità mentali. Il tutto in un luogo in cui, dalla fine dell’Ottocento, era funzionante una trattoria denominata “Villa Deserto”, da cui il nome particolare di questo luogo posto in posizione dominante sulla città.
(Foto di Elisabetta Del Curto)
Ora, i padri guanelliani hanno posto in vendita la struttura alla cifra di 1,38 milioni di euro e le realtà del sociale, che già sono attive al suo interno, si sono organizzate per raccogliere questi soldi e per garantire continuità al loro progetto di residenza integrata “Il Deserto”. Che consta di un ostello con 45 posti letto e di un’ala dedicata all’housing sociale, entrambi gestiti dalla cooperativa Nisida, con tre famiglie di richiedenti asilo temporaneamente alloggiate, di spazi appannaggio della cooperativa La Quercia che gestisce, in particolare, la grande cucina attrezzata al piano terra dove sforna pasti per gran parte delle scuole di Chiavenna, fra nido, scuole dell’infanzia e primarie, e per gli ospiti dell’ostello, e di spazi riservati all’esperienza di condominio solidale condotta da cinque famiglie, che fanno capo all’Associazione mondo di comunità e famiglia.
Proseguire nei servizi
«Noi vogliamo proseguire in questo solco - ha detto ieri mattina, Valerio Gusmeroli, presidente di Nisida - e, per questo, ci siamo attivati per acquistare l’immobile con le sue pertinenze, il bosco retrostante e l’orto che si affaccia sulla città. Abbiamo già attivato più canali, in particolare abbiamo chiesto a Confcooperative Adda e al nostro Fondo di sviluppo di sostenerci, così come abbiamo aperto un fondo soci sovventori chiedendo alle società che fanno capo al Consorzio Sol.Co, cioè di tutta la provincia di Sondrio, di diventare nostre socie per questa specifica realizzazione. E le adesioni ci sono. Al pari abbiamo contattato un istituto di credito cooperativo, affine al nostro modello organizzativo, la Banca di credito cooperativo della Valsassina che aprirà una propria filiale anche a Chiavenna il prossimo anno, per accendere un mutuo e lo faremo a breve».
L’aiuto dai cittadini
Ma non è tutto perché anche i cittadini sono chiamati in causa. «Come un tempo si sono tanto attivati per dar vita a questa realtà, così oggi, chiediamo loro di aiutarci a mantenerla - dicono Valerio Gusmeroli, Attilio Tartarini, presidente de La Quercia, e Mauro Franceschini, referente dell’Associazione Comunità al Deserto -. Per questo abbiamo avviato da oggi una raccolta fondi tramite la Banca della Valsassina, filiale di Delebio, con causale “Erogazione liberale a sostegno del progetto Deserto”. Ciascuno può donare quello che vuole sull’Iban IT77O0851552140000000012459». L’obiettivo è raccogliere i 150mila euro che mancano all’appello.
© RIPRODUZIONE RISERVATA