Samolaco, successo per la Mostra ovicaprina: 500 capi in esposizione

La mostra ha visto un aumento dei capi esposti rispetto alle edizioni passate. Giovani e professionisti insieme per la ripresa del settore.

Samolaco

Trentaquattro aziende di professionisti ed hobbysti provenienti dalle province di Sondrio, Lecco e Como, per un totale di 500 capi di bestiame esposti, alla “Mostra provinciale ovicaprina di primavera” di Samolaco, svoltasi domenica al Campo fiera di Somaggia.

Una festa per gli appassionati del settore giunti alla mostra con capi «curatissimi e di eccellente qualità» dicono gli esperti di Apoc Sondrio, l’Associazione provinciale degli ovicaprini, e anche in numero maggiore rispetto a due anni fa.

«Lo scorso anno la mostra non si era tenuta per via della diffusione della blue tongue – ricorda Maicol Andreoli, vicesindaco di Samolaco -, ma quest’anno ce l’abbiamo fatta e ringrazio davvero tutti i partecipanti giunti numerosi a questo appuntamento. Mi hanno parlato di un centinaio di capi in più presenti, e questo significa che, nonostante tutto, il settore è vivo ed è in crescita. Resta da affrontare il problema della copertura dell’area, in modo da assicurare il riparo agli animali, ma come amministrazione assicuro che stiamo lavorando a questo progetto in modo da garantire il prosieguo della manifestazione».

Accurata la selezione, fra frise, verzasche, Toggenburg e bionde dell’Adamello, con inizio delle valutazioni al mattino, alle 9, poi, dopo pranzo, la proclamazione dei vincitori con la nomina a re della mostra del becco di Christian Cecini di Grosio e a regina e miglior mammella la capra dell’azienda di Erich Giupponi di San Pellegrino Terme (Bergamo).

«Negli anni la mostra si rinnova e trova anche una nuova energia perché sono entrati parecchi giovani, oggi conduttori principali delle aziende di padri e nonni – dice Stefano Giovenzana –, e fa piacere veder vivere un settore che sembra marginale, che sembra sempre lì lì per morire, e che invece sa rinnovarsi e progredire. Son tutti allevatori diventati più bravi di me nel riconoscere le qualità degli animali».

A Somaggia di Samolaco anche Silvana Snider, consigliera regionale della Lega, sempre attenta al settore.

«Un grazie a chi organizza queste manifestazioni, a chi alleva questi animali e fa sì che la nostra montagna continui a vivere anche di agricoltura – dice -. Spesso si tratta di hobbysti, insieme a professionisti, che chiedono a tutti noi una particolare attenzione anche rispetto ai grandi predatori. La montagna ha bisogno anche degli allevatori per vivere per cui il compito della politica è quello di mettere insieme la bellezza dei nostri territori, il mantenimento della biodiversità, ma anche far sì che la manutenzione della montagna sia possibile grazie alla costante frequentazione degli allevatori».

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