Montespluga: siero del latte nel fiume Liro: «Inquina più della fognatura»

Grave episodio denunciato dal sindaco. Un litro inquina quanto 30 di scarichi domestici

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Montespluga

«Un episodio sicuramente disdicevole» . Non può che scuotere la testa il neosindaco di Madesimo Roberto Scaramellini di fronte all’ennesimo episodio riguardante il greto del fiume Liro, invaso ancora una volta da siero del latte in località Montespluga. La segnalazione, fatta da proprietari di seconde case saliti in quota nei giorni scorsi, è finita anche sul tavolo del primo cittadino. L’episodio è avvenuto nel corso della settimana.

«La segnalazione – spiega il primo cittadino – è arrivata anche a noi. Sul posto è intervenuta Arpa per i rilievi. Aspettiamo le risultanze. Sappiamo che non è la prima volta che succede. Si tratta di episodi che certamente non fanno piacere. Valuteremo come muoverci».

L’ultimo episodio, almeno tra quelli di cui si ha notizia, risale al mese di luglio del 2022. L’allora vicesindaco Alberto Raviscioni aveva promesso una stretta dei controlli. Per le attività casearie in quota, per tutte, c’è la necessità di mettersi in regola. E farlo significa dotarsi di un container per lo stoccaggio e accordarsi con una ditta che salga a due o tre volte a settimana a prendere il siero. Anche perché le mucche nella zona di Montespluga non sono poche. L’alternativa è un sistema di depurazione. Addirittura nel 2009 l’allora sindaco Franco Masanti aveva sottolineato il problema, chiedendo alla Comunità montana la condivisione di un progetto per realizzarlo considerando la questione di carattere comprensoriale visto che i caricatori d’alpe presenti nella zona non sono madesimini. Non se ne fece nulla. Lo smaltimento del siero nel fondovalle o è a costo zero, in gran parte viene recuperato per l’alimentazione di animali, o comporta spese limitate.

Ovviamente a Montespluga, vista la distanza e l’accessibilità non semplicissima, i costi a carico dei produttori aumenterebbero. La presenza di siero nelle acque non è solo una questione estetica, ovviamente. Certo si tratta di materia organica, ma con effetti su flora e fauna da non sottovalutare. Anzi. Il carico inquinante del siero di latte è tra i più elevati nel panorama degli scarichi agroalimentari. Un litro di siero inquina quanto 20-30 litri di scarico fognario domestico. Un piccolo caseificio che lavora 10.000 litri di latte al giorno produce un carico inquinante pari a una città di circa 5.000-10.000 abitanti. Se sversato direttamente nei corsi d’acqua, i batteri consumano immediatamente tutto l’ossigeno disciolto per digerire il lattosio. Questo causa l’asfissia improvvisa e la morte di pesci e alghe. Se finisce nel terreno, ne altera l’acidità e la struttura chimica, impermeabilizzandolo e danneggiando le radici delle piante.

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