Cronaca / Valchiavenna
Lunedì 09 Febbraio 2026
Speranze finite per il finanziere travolto dalla valanga: Erik Pettavino non ce l’ha fatta
Montespluga Nelle prossime ore dovrà essere dichiarata la morte legale. Le sue condizioni erano apparse subito critiche, perché rimasto per parecchio tempo sepolto sotto la neve, però la sua fibra forte aveva reagito
Madesimo
Tutti hanno sperato e pregato per Erik Pettavino, 30 anni appena compiuti, di Limone Piemonte (Cuneo), ma in servizio alla stazione di Madesimo del Soccorso alpino della Guardia di finanza.
In parrocchia, a Limone, era stata organizzata anche una veglia di preghiera, sabato sera, per sostenerlo nella fede e sostenere i suoi famigliari, i genitori Anna e Pietro e la sorella Anna, ma ieri sera si è spenta ogni speranza. I medici del Papa Giovanni XXIII di Bergamo hanno potuto constatare che l’attività cerebrale è, di fatto, irreversibile. Il giovane non ha attività encefalica per cui, con ogni probabilità, nelle prossime ore ne dovrà essere dichiarata la morte legale.
Un epilogo triste, che si fa davvero fatica ad accettare per una persona così giovane, piena di entusiasmo, di voglia di vivere, di godere della montagna e della natura incontaminata e di far bene il proprio lavoro, di soccorritore del Sagf, il Soccorso alpino della Guardia di finanza, che, certamente, per Erik, era il massimo: poter conciliare la passione per la montagna, l’alpinismo e lo scialpinismo con il proprio lavoro.
Ed è proprio sul lavoro che il giovane è stato travolto, venerdì mattina, da un vasto fronte valanghivo staccatosi dalla zona della Crocetta del Cardine, ai 2200 metri della Val Loga, a Montespluga, nel territorio comunale di Madesimo.
Le sue condizioni erano apparse subito critiche, perché rimasto per parecchio tempo sepolto sotto la neve, però la sua fibra forte aveva reagito. Ha cercato di sopravvivere al destino infausto, Erik. Era stato ricoverato in prognosi riservata in Terapia intensiva al Papa Giovanni XXIII di Bergamo a causa del politrauma subìto e dell’ipotermia in cui era incorso e sottoposto al trattamento Ecmo, che sta per membrana di ossigenazione extracorporea, una strumentazione salvavita che permette di sostituire temporaneamente le funzioni di cuore e polmone, lasciando riposare questi organi vitali in quei casi in cui la situazione sia particolarmente critica, ma, allo stesso tempo, non del tutto irreversibile. Ecmo indicata proprio nei casi di ipotermia come quello in cui era incorso il finanziere, la cui temperatura corporea si era di parecchio abbassata per via della neve che lo copriva completamente.
Si era dato da fare subito il collega che era con lui, in uscita di addestramento. Oltre ad aver chiamato i soccorsi, si era messo subito a cercare e a spalare, ma chiaramente, in simili condizioni e alle alte quote, la temperatura corporea di una persona bloccata sotto la neve non può che diminuire repentinamente.
E se fino a ieri pomeriggio si poteva ancora sperare, ora a stessa parrocchia di Limone è già in lutto e i siti piemontesi rilanciano la notizia della morte del giovane, che, tuttavia, non è ancora stata dichiarata dal punto di vista legale, come confermano ambienti delle Fiamme Gialle.
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