Studente di Chiavenna accerchiato e accoltellato a Milano

Il 18enne è stato vittima di un agguato in via Salasco. Soccorso dall’amico, è ricoverato al Policlinico.

Chiavenna

Sgomento a Chiavenna per quanto accaduto nella notte fra sabato e domenica a uno studente della 4a liceo scientifico del Leonardo da Vinci, in trasferta con un amico a Milano.

Lo studente, Richard Emanuele Oreggia, 18 anni, originario proprio di Milano, ma di stanza a San Giacomo Filippo con la famiglia e negli ultimi giorni ospite della nonna a Mese, di lì originaria, è rimasto vittima di un accoltellamento avvenuto in piena notte, fra sabato e domenica, in zona Bocconi, nella città meneghina.

Precisamente, l’agguato si è verificato in via Salasco, all’intersezione con via Bocconi, e l’allarme è giunto alla sala operativa metropolitana di Areu, l’Agenzia regionale dell’emergenza e urgenza, alle 3.26.

A lanciarlo l’amico dello studente assalito, che era riuscito a sfuggire all’accerchiamento opera di tre loschi figuri, giovani, sconosciuti e armati di coltello, sbucati improvvisamente dal nulla.

E che, purtroppo, il giovane valchiavennasco non è riuscito ad evitare. È stato braccato e raggiunto da più fendenti che lo hanno colpito al capo, all’addome e al torace. Uno di questi ha anche raggiunto il polmone.

Paghi dell’opera compiuta, i tre malviventi hanno mollato la presa e abbandonato Richard al suo destino, soccorso, però, dall’amico stesso, tornato sui propri passi non appena i loschi figuri se ne sono andati. Il giovane ha chiamato i soccorsi e subito, sul posto, si sono precipitati gli operatori di Areu in codice giallo, poi derubricato, però, in rosso, viste le condizioni del ragazzo.

Che nel giro di mezz’ora è stato trasferito in ambulanza al Policlinico di Milano e consegnato alle cure dei medici specialisti del medesimo. Grave la sua situazione, anche se non sembrerebbe in pericolo di vita.

Nel pomeriggio, per quanto potuto apprendere, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico al polmone, proprio perché è l’organo al momento più a rischio, e al suo fianco ci sono i suoi famigliari e quanti gli vogliono bene.

Tutti fanno il tifo per lui, i suoi amici e compagni di classe in primis, frastornati dall’accaduto. Già domenica l’eco della notizia ha cominciato a girare fra i compagni di classe, ma ieri, per tutti, non vedere l’amico seduto al proprio banco è stato un brutto colpo.

Impossibile al momento sapere cosa abbia potuto determinare una simile situazione e il perché di tanta ferocia. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile del comando di Milano Porta Monforte sono giunti subito sul posto e stanno conducendo gli approfondimenti del caso anche ricorrendo alle immagini del sistema di videosorveglianza.

Non è dato sapere, al momento, se all’origine di questa aggressione vi sia un tentativo di rapina o si tratti di violenza gratuita.

Dal canto suo, Richard Emanuele è descritto come un ragazzo tranquillo, senza grilli per la testa, amante della musica e che era solito dedicarsi alla stessa il sabato e la domenica sera. Si proponeva come dj nelle discoteche, dicono gli amici, ma nulla più.

Può essere, ma non abbiamo conferma, che anche nella notte fra sabato e domenica si trovasse in zona Bicocca, dove vi sono parecchi locali, per una delle sue serate al mixer e fosse appena uscito da uno di questi ritrovi notturni quando è stato assalito.

Un fatto terribile, non il primo, invero, che si verifica nella metropoli, dove aggressioni all’arma bianca sembrano essere una costante e non solo di notte. E questo non può lasciare indifferenti neppure i residenti in provincia di Sondrio che per mille motivi, chi per lavoro, chi per studio, chi per sottoporsi a terapie e via di questo passo, fanno perno su Milano.

Lo hanno sempre fatto, per lo più muovendosi in treno, comodo, al netto delle problematiche relative ai ritardi, e in modo abbastanza sereno, pur nella consapevolezza di muoversi, poi, in una metropoli. Oggi la soglia di attenzione, però, si è enormemente alzata, perché sia di giorno, sia, tanto più, di notte, del tutto tranquilli si fa fatica a stare.

Al Da Vinci di Chiavenna oggi il clima era pesante. Il preside, Ottavio D’Addea, non ha voluto formulare commenti per rispetto verso lo studente e i suoi famigliari con i quali è, tuttavia, costantemente in contatto.

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