Cronaca / Valchiavenna
Domenica 12 Aprile 2026
Tragedia sul Pizzo Tambò: la vittima è un 65enne comasco
Marco Curti ha perso la vita mentre praticava scialpinismo in solitaria sopra Madesimo. Le autorità indagano sulle cause, probabile una caduta
Madesimo
Ha un nome la vittima dell’incidente mortale avvenuto sabato sul Pizzo Tambò: si tratta di Marco Curti, 65 anni, originario di Pianello del Lario ma da tempo residente e attivo professionalmente in Svizzera, a Saint Moritz. L’uomo ha perso la vita mentre praticava scialpinismo in solitaria lungo il versante italiano della montagna, nel territorio comunale di Madesimo.
L’allarme è scattato grazie a una segnalazione giunta dalla Polizia elvetica. Nel corso della mattinata, durante un volo di ricognizione in elicottero, gli operatori hanno individuato quello che appariva essere un corpo immobile sulla neve, a quota superiore ai 3000 metri. La posizione, sul versante italiano del Pizzo Tambò – montagna che si sviluppa lungo la linea di confine tra Italia e Svizzera in corrispondenza del Passo dello Spluga – ha fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi.
Nel pomeriggio è quindi intervenuto l’elisoccorso di Sondrio di Areu. Una volta raggiunto il punto indicato, il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dello scialpinista. Il recupero della salma è stato effettuato direttamente dall’équipe dell’elicottero, in condizioni rese complesse dall’ambiente di alta quota e dalla morfologia del terreno. A terra restavano pronti a intervenire i tecnici della Stazione di Madesimo del Soccorso alpino, mentre nella piazzola di Mese era presente anche il Soccorso alpino della Guardia di finanza, a supporto delle operazioni.
Secondo le prime ricostruzioni, Marco Curti si trovava da solo al momento dell’incidente, circostanza che spiegherebbe l’assenza di segnalazioni immediate e il ritrovamento avvenuto soltanto grazie al sorvolo delle autorità svizzere. Non è ancora chiara la dinamica dell’accaduto, ma l’ipotesi più plausibile resta quella di una caduta lungo uno dei pendii ripidi ed esposti che caratterizzano la montagna.
Non si esclude che a incidere possano essere state anche le condizioni della neve o un eventuale cedimento del terreno sotto gli sci, elementi che in quota possono mutare rapidamente e aumentare il rischio di incidenti. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire con precisione quanto accaduto.
Curti era proprietario di una casa in frazione Belmonte a Pianello, anche se in paese si vedeva poco, perché viveva per lo più a Saint Moritz per motivi di lavoro. Di Pianello è originaria la madre, Marinella, che aveva poi sposato un gravedonese trasferendosi nel paese di lui; a Gravedona aveva anche aperto e gestito a lungo un piccolo negozio d’alimentari nella strettoia semaforica di Castello. La vittima era pertanto cresciuta nel paese paterno, dove risiede ancora anche uno dei tre fratelli. La notizia della tragica scomparsa è arrivata sabato anche in territorio altolariano e molti, anche se come detto Curti viveva per lo più altrove, si sono stretti in affettuoso cordoglio ai parenti. L’anziana madre vive a Gravedona, mentre a Pianello vivono due suoi fratelli, zii dello sfortunato escursionista, che lascia anche una figlia.
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