Cronaca / Valchiavenna
Mercoledì 23 Settembre 2026
Valchiavenna, oltre 14 milioni per 16 progetti contro lo spopolamento
La strategia Aree Interne 2021-2027 punta sulla “restanza”: fondi europei e regionali per lavoro, servizi e competitività, favorendo la scelta di continuare a vivere in valle.
Lettura 1 min.Chiavenna
“Restanza” è la parola cardine attorno alla quale gravita la strategia Aree Interne per la Valchiavenna sulla programmazione 2021-2027 presentata oggi nella sede della biblioteca centrale di Chiavenna. In arrivo, tra fondi europei e regionali, oltre 14 milioni per 16 progetti volti a migliorare la competitività dell’area, garantire servizi migliori e favorire in definitiva la possibilità di rimanere a vivere in valle, frenando lo spopolamento. All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco di Chiavenna, ente capofila, Luca Della Bitta e al presidente della Comunità montana, ente di coordinamento, Davide Trussoni, il presidente dei Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore alla Montagna Massimo Sertori oltre al direttore generale della programmazione e delle relazioni esterne Pier Attilio Superti e alla dirigente dell’unità organizzativa enti locali Monica Bottino.
Il tutto alla presenza degli amministratori locali e di un folto gruppo di rappresentanti di associazioni e portatori di interessi. La restanza, ha spiegato il presidente della Comunità montana Davide Trussoni illustrando le 16 schede, alle quali si aggiunge quella di coordinamento, è la scelta consapevole e, spesso coraggiosa, di rimanere nella propria terra d’origine, trasformando il legame con le radici in un progetto attivo di rinnovamento. Indispensabile per un territorio riconosciuto, primo in Italia, come area interna. «Cominciamo a stabilire che le politiche che servono per scongiurare lo spopolamento, e quindi creare condizioni di lavoro, di dignità alle persone che vivono la montagna, che mantengono la montagna, vengano costruite a partire da lì, a partire dalle comunità che la vivono – ha commentato l’assessore Sertori - . Io ritengo che la Valchiavenna sia un esempio amministrativo da esportare. Perché c’è una virtuosità, una capacità, un forte senso identitario e attaccamento al proprio territorio. Questo è un valore immateriale che però è un motore incredibile per poi far funzionare le cose. La strategia è costruita secondo un sano principio federalista che, ahimè, non è molto diffuso in Italia».
Di possibili difficoltà future ha parlato il presidente Attilio Fontana: «Noi riteniamo che le scelte vadano fatte con il coinvolgimento delle persone su cui le scelte andranno a ricadere. Ed è il motivo per il quale noi parliamo sempre di autonomia, di una riforma in senso federale. l’altra cosa sulla quale stiamo combattendo è quella scelta sciagurata che si sta proponendo in Europa, cioè la scelta di fare in modo che tutti i fondi di coesione non vengano più gestiti direttamente dalle Regioni, ma vadano a Roma e dal centro vengano poi distribuiti non sui territori, ma sui progetti. Una scelta che ci lascia assolutamente insoddisfatti». Un monito agli enti è arrivato dal direttore Superti: «Non ci saranno consiglieri regionali o presidenti che vi potranno dare proroghe rispetto ai tempi di attuazione, perché questi sono in gran parte fondi europei e la Commissione Europea non prende in considerazione solitamente gli argomenti che ci vengono riportati per chiedere proroghe per interventi infrastrutturali o di investimento». Bisogna, insomma, iniziare subito a progettare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA