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Venerdì 22 Maggio 2026
Alberto Tomba a Lecco: aneddoti e ricordi della leggenda dello sci
Alberto Tomba ha incontrato i fan a Lecco per presentare il suo libro, narrando aneddoti della sua carriera, inclusi i successi olimpici e le 50 vittorie in Coppa del Mondo. Presentato il suo libro autobiografico.
Lettura 1 min.Lecco
Un campione eterno, ancora in grado di unire generazioni di appassionati e di far vivere emozioni uniche: Lecco ha accolto Alberto Tomba, in una serata di grande festa e di sport. Allo Spazio Oto Lab di Rancio, l’ex fuoriclasse dello sci, spalleggiato e incalzato da un altro atleta straordinario come Antonio Rossi, ha trascorso un’ora fatta di aneddoti, racconti e tante risate. Con la spontaneità che lo ha sempre contraddistinto, Tomba ha intrattenuto le centinaia di presenti e ha tracciato un resoconto della sua carriera.
«Due cose accomunano me e Alberto -ha esordito Rossi- il 19 dicembre, data di nascita, e le 5 medaglie olimpiche». Lo sciatore bolognese è partito proprio dai successi a cinque cerchi: «I miei due ori a Calgary, a 21 anni, mi cambiarono totalmente la vita: in un attimo mi ritrovai catapultato in un’altra dimensione; anche se la gara che mi ha fatto capire che avrei potuto davvero fare carriera in questo mondo è il bronzo a Crans-Montana nell’87; un luogo che mi ha portato fortuna, dove ho ottenuto 11 anni più tardi la mia cinquantesima e ultima vittoria in Coppa del Mondo».
Parlando sempre di Olimpiadi, Rossi ha chiesto poi l’opinione di Tomba a proposito dei Giochi di Cortina: «Io rimango affezionato a Torino 2006, ma anche questa è stata una bellissima edizione e accendere il braciere olimpico a Milano è stato indimenticabile. Il momento più emozionante? Per la gara in sé dico la discesa libera maschile, per il livello tecnico espresso; per le emozioni senza dubbio il doppio oro di Federica Brignone».
Nel corso del dialogo Tomba ha parlato in generale dell’evoluzione dello sport nell’arco della sua carriera, dei compagni di Nazionale e degli avversari più temuti, sempre con taglio ironico e diretto. «Se ho un rimpianto? A essere sincero ne ho solo uno molto grande, ovvero l’essermi ritirato a soli 31 anni. Mi sono pentito 5-6 anni più tardi, ma ormai era troppo tardi per ricominciare e tornare alle gare».
La serata, organizzata in collaborazione con la Libreria Cattaneo di Lecco, è stata un’occasione anche per presentare il libro autobiografico “Lo slalom più lungo”, con tantissimi tifosi che hanno colto l’opportunità di farsi firmare la propria copia. A testimoniare la grandezza e la popolarità del campione emiliano è stata la presenza in sala di decine di bambini, troppo giovani per aver vissuto le imprese epiche di Tomba, ma ugualmente affascinati dal carisma di un atleta in grado di sfidare le leggi del tempo e di ispirare nuove generazioni di sportivi.
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