Sport / Sondrio e cintura
Venerdì 06 Novembre 2026
Arianna Fontana al Parlamento Europeo: «Le atlete devono poter scegliere e avere il controllo dei propri diritti»
La campionessa valtellinese porta a Bruxelles la battaglia per tutelare le sportive considerate dilettanti ma di fatto professioniste. Al centro del suo intervento i diritti d’immagine, il riconoscimento economico e un nuovo modello di finanziamento privato per lo sport di alto livello, che si impegna a sperimentare in Italia.
Lettura 1 min.Berbenno di Valtellina
Arianna Fontana scende in pista per i diritti degli atleti considerati dilettanti ma di fatto professionisti a tutti gli effetti e per tutelare il ruolo di leader delle donne. Con la solita grinta e determinazione ne ha parlato al Parlamento Europeo a Bruxelles. «È arrivato il momento che anche i nostri sistemi nazionali si adeguino, offrendo agli atleti maggiori possibilità di scelta. Una donna che non ha possibilità di scelta non può essere una leader. Per poter guidare, ha bisogno di una voce che possa usare senza paura, di un nome e di un’immagine che le appartengano, e dei mezzi necessari per costruirsi una vita e una famiglia. Per questo abbiamo bisogno di una strada privata che affianchi quella pubblica. Una strada capace di portare nuove risorse nello sport di alto livello, riducendo la dipendenza dai finanziamenti pubblici e offrendo a ogni atleta più di un percorso possibile. Lo sport mi ha insegnato che la competizione rende tutti migliori.
Lo stesso vale anche qui: una strada privata non indebolisce quella pubblica. Le rende entrambe più forti. Per legge, quei diritti appartengono già alle atlete. Ma un consenso dato sotto pressione non è un consenso libero. E nessuna donna dovrebbe essere costretta a rinunciare al controllo del proprio nome soltanto per poter gareggiare. Oggi, molte federazioni danno per scontato di poter utilizzare i diritti d’immagine degli atleti come condizione per partecipare alle competizioni, senza riconoscere loro alcun compenso». Al problema Arianna ha trovato una soluzione come le traiettorie impossibili che disegna in pista per i sorpassi più rocamboleschi. Ha sviluppato un modello pensato per durare nel tempo. Un percorso che accompagni una ragazza dalla sua prima società sportiva fino alla possibilità di mantenere la propria famiglia.
Un modello che permetta di risparmiare risorse pubbliche e aumentare la competitività. «E sarò io stessa la prima a metterlo alla prova. Come donna che ha avuto l’onore di guidare la squadra del proprio Paese, lavorerò nei prossimi mesi, insieme a partner in Italia, per trasformare questo modello in realtà. Chiedo di poter tornare a riferire alle commissioni che si occupano di sport e parità di genere ciò che avrà funzionato, affinché le donne che verranno dopo di me possano avere maggiori opportunità di scelta». Parole che faranno discutere, graffianti come le sue lamine sul ghiaccio. Unica e mai banale la stella più medagliata dello sport italiano.
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