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Giovedì 19 Febbraio 2026
Arianna Fontana fa 14, la figlia di Mangiarotti: «Papà avrebbe tifato per lei»
Con l’argento nella staffetta a Milano Cortina 2026, la campionessa di Berbenno supera le medaglie dello schermitore. Un primato che durava da 66 anni.
Livigno
È la medaglia che cambia la storia, quella che riscrive per sempre le gerarchie dello sport italiano. Con l’argento nella staffetta 3000 metri ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, Arianna Fontana conquista il quattordicesimo podio olimpico e supera una leggenda come Edoardo Mangiarotti, diventando l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi.
Un primato che resisteva da 66 anni e che sembrava destinato a rimanere intoccabile. Mangiarotti lo aveva costruito tra il 1936 e il 1960 con 13 medaglie olimpiche – sei ori, cinque argenti e due bronzi – oltre a un dominio anche a livello mondiale con 26 podi iridati. Un’icona assoluta dello sport azzurro, il cui nome era diventato sinonimo di eccellenza.
Eppure, sul ghiaccio di Milano, davanti al pubblico di casa, è arrivato il momento del sorpasso, lei che da quasi vent’anni rappresenta il volto più luminoso dello short track italiano. Dalla prima medaglia, il bronzo di Torino 2006 conquistato a soli 15 anni proprio nella staffetta 3000 metri, fino a oggi: sei edizioni olimpiche attraversate sempre da protagonista, con un bottino complessivo di tre ori, sei argenti e cinque bronzi.
Il destino ha voluto che fosse ancora una gara di squadra a consegnarle la storia, nella staffetta. Insieme a lei sul podio anche una super convincente Elisa Confortola, 23enne campionessa bormina simbolo del ricambio generazionale, per un argento che vale moltissimo: davanti solo la Corea, dietro il Canada.
Per Arianna è la terza medaglia in questi Giochi, la quarta gara disputata: numeri che raccontano la fame inesauribile di una campionessa che, anche a 35 anni, continua a inseguire il limite senza mai accontentarsi. Dopo la delusione del quarto posto nei 1000 metri, la risposta è arrivata ancora una volta in pista, con quella determinazione che da sempre la contraddistingue.
A rendere ancora più speciale questo momento è il passaggio simbolico tra epoche. Le parole di Carola Mangiarotti, figlia di Edoardo, racchiudono perfettamente il senso di questo sorpasso:
«I record sono fatti per essere battuti, dopo 66 anni è giusto così. Mio padre è sempre stato proiettato verso i giovani. Lui era orgoglioso delle sue tredici medaglie olimpiche e delle 26 vinte ai Mondiali, ma non era geloso. Sono sicura che papà avrebbe fatto il tifo per Arianna. È stata brava, le faccio i miei complimenti. Spero di poterglieli fare di persona. Io non la conosco, ma Fontana ha dimostrato una volontà straordinaria, ha dimostrato di essere una campionessa. Del resto, per vincere tanto, devi avere questo carattere, e il mio papà ce l’aveva. Un’emozione in più è il fatto che mio padre sia stato battuto da una donna. Mi fa piacere sottolinearlo, come donna e come ex atleta».
Parole che vanno oltre il risultato e raccontano lo spirito autentico dello sport: quello che unisce generazioni diverse, trasformando i record in ponti tra passato e presente.
Sugli spalti, a vivere da vicino questo momento storico, anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Che emozione, bellissima» esultava Giorgia Meloni, che in compagnia del ministro Andrea Abodi, del presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, e del sindaco Giuseppe Sala, ha seguito in tribuna l’ennesimo show in cui le azzurre e l’olimpionica valtellinese, dopo la delusione per il quarto posto nei 1000 metri, è tornata con la grinta di sempre.
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