AspocDay, Cartlon Myers a Lecco: «I limiti si superano insieme»

L’ex stella del basket ospite dell’iniziativa di Aspoc al Politecnico per promuovere inclusione e crescita. Con i ragazzi in campo per una sfida simbolica oltre gli 87 punti, suo storico record in una partita

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Lecco

Sabato pomeriggio all’insegna dell’inclusività al Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano in via Previati, sede di AspocDay 2026, momento di incontro organizzato da Aspoc, l’Associazione per lo Sviluppo del Potenziale Cognitivo che da vent’anni opera nel territorio lecchese sostenendo i ragazzi disabili, per presentare i programmi e le attività dell’anno. Ospite d’eccezione è stato Carlton Myers, icona del basket italiano, protagonista dell’incontro intitolato “Dentro ogni possibilità, oltre ogni limite” e presente all’iniziativa per sottolineare l’importanza dello sport nel processo di inclusione.

A fare gli onori di casa è stato Domenico Bodega, presidente di Aspoc: «Questa è una giornata di presentazione dei nostri progetti per questo e il prossimo anno. Siamo un’associazione di genitori di ragazzi con disabilità cognitiva e tutti gli anni siamo qui al Politecnico per confrontarci su quelli che sono i nostri limiti e le nostre possibilità. Oggetti della discussione con un relatore d’eccezione come Carlton Myers». Parola quindi all’ospite più atteso: «Il mio sport è il basket – ha spiegato Myers - e ci sono tanti esempi che dimostrano la sua forza come strumento di inclusione, dal più recente Baskin al basket in carrozzina. Da anni organizziamo a Rimini una manifestazione in cui c’è anche questa specialità e ho sempre modo di apprezzare le qualità di questi ragazzi sia dal punto di vista sportivo che umano». Al termine del suo intervento, spazio alle domande del pubblico presente e a un simpatico momento di inclusione nel quale Myers ha giocato a pallacanestro nel campo del politecnico insieme a diversi ragazzi presenti. L’obiettivo era quello di superare quota 87 punti, lo storico record firmato da Myers nell’arco di un’unica partita, riallacciandosi così al concetto di limite: «Ognuno di noi ha dei limiti, ma ha anche delle qualità, sia a livello fisico, che cognitivo e di empatia. I limiti vanno riconosciuti ed è importante farlo, perché solo così abbiamo la possibilità di lavorare per migliorarli, superarli e quindi crescere».

Presenti anche il prorettore delegato del Politecnico, Marco Tarabini, Roberto Carnabuci del consiglio direttivo di Aspoc, e l’assessore all’istruzione, educazione e famiglia del Comune di Lecco, Angela Fortino. «Nei giorni scorsi siamo stati ospiti di questi ragazzi – ha raccontato Fortino – ed è stato un momento molto stimolante grazie alle tante domande che ci sono state poste. La mia presenza qui non è solo per un dovere istituzionale, ma soprattutto per il piacere di esserci». Fortino si è poi focalizzata a sua volta sul concetto di limite, sottolineando l’importanza del lavoro quotidiano di Aspoc per prendere per mano i suoi ragazzi nel loro processo di crescita.

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