Calcio, doppia festa per i talenti valtellinesi Mosconi e Dagasso

Il primo festeggia lo scudetto con l’Inter, il secondo porta il Venezia nella massima serie.

Mattia Mosconi e Matteo Dagasso sono ormai i gemelli del gol valtellinese di alto livello. Mentre il grosino dell’Inter festeggiava negli spogliatoi di San Siro lo scudetto, il sondalino a La Spezia gioiva per la promozione in Serie A del suo Venezia. Momenti di gioia quasi contemporanei. Mosconi è il terzo valtellinese a cucirsi lo scudetto sul petto dopo il morbegnese Roberto Antonelli nel 1979 lo scudetto della stella del Milan, e Daniele Padelli che sull’altra sponda dei Navigli ha vinto lo scudetto con l’Inter allenata da Antonio Conte. Ovviamente Mosconi deve cancellare lo zero alla voce minuti giocati.

Dagasso è il secondo calciatore valtellinese a conquistare la promozione dalla B alla A, visto che Antonelli era in campo anche in quel Milan prontamente tornato nella massima serie dopo la retrocessione per il calcioscommesse all’inizio degli anni Ottanta. Dalla B alla A col Venezia è un passaggio che ha fatto anche il delebiese Alberto Bertolini, ma lui, nella promozione, era sulla panchina lagunare come vice di Paolo Zanetti. Dagasso è diventato il doge di Venezia passando nel mercato invernale dal Pescara, nel quale è cresciuto, agli ambiziosi veneti. In Serie A avrebbe potuto esserci già a gennaio visto che Genoa e Cagliari lo volevano, ma lui ha conquistato la massima serie sul campo. Nella decisiva partita di La Spezia, conclusa 2-2, è entrato in campo nella ripresa. Da quando è arrivato alla corte di Mister Stroppa è stato capace di ritagliarsi uno spazio e col Venezia ha realizzato una doppietta all’Avellino; il secondo gol realizzato agli irpini è stato un autentico gioiello all’incrocio dei pali. L’ennesima promozione conquistata da Mister Stroppa, capace di vincere anche a Crotone, Monza e Cremona, è vissuta con gioia anche a Grosio dove l’amico Mauro Cecini lo portò nel 1990 quando era un giovane centrocampista del Milan.

In questa bellissima stagione Dagasso, che è nato e cresciuto in Abruzzo, ma papà Lucio è sondalino, si è affermato anche come punto fermo della Nazionale Under 21: non male per il centrocampista del 2004 che ha riscritto la storia dei legami tra Venezia e la Valtellina. Finora era Grosio a vantare rapporti stretti con la città lagunare come testimonia il proprio costume tipico, ricco di gioielli provenienti da Venezia. Grosio aveva rapporti commerciali con la laguna. Si narra che il Doge, vista la pestilenza che aveva ucciso gran parte delle donne a Grosio, mandò delle schiave di origine armena a ripopolare il paese. Ma adesso la storia di questa promozione parla sondalino. Chissà se la prossima stagione Dagasso e Mosconi si sfideranno in Serie A. Il sondalino ha un contratto quadriennale ed è quasi scontato che Mister Stroppa non si privi del suo gioiellino anche nella massima serie. Mosconi, in attesa di esordire nelle tre restanti partite che mancano a chiudere la stagione, non sa ancora se sarà aggregato in pianta stabile alla prima squadra nella prossima stagione oppure sarà girato in prestito per fare esperienza e giocare di più. Nelle settimane scorse si era ventilata l’ipotesi Sassuolo per lui.

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