Calcio Lecco, Aliberti: «Capello e Murillo top, siamo forti così»

La squadra ha incontrato i fan per autografi e selfie, c’era anche il presidente del Lecco Aniello Aliberti A margine dell’incontro: «A Treviso una bella partita. E l’ex Vicenza è il giocatore più costoso della mia gestione»

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Lecco

Primo “Meet & Greet” dell’annata 2026-27 bluceleste – l’evento “porte aperte e tanta simpatia” (traduciamolo così) – che servirebbe a consolidare il legame fra la società Calcio Lecco 1912, i suoi giocatori, il suo staff, la sua proprietà ed una tifoseria (da sempre) fra le più “calde” del nord Italia. Calore? Principalmente quello di un giovedì pomeriggio da 35° al sole di un rinnovato pratone del Rigamonti-Ceppi. All’ombra molti meno.

La gente c’è, staff e giocatori sono disponibili e (non era scontato) il clima non è diversissimo da quello (stessi giorni, più o meno) del settembre ’25. Tanto fiducioso e positivo il clima allora; quanto solo un po’ più perplesso quello di ieri... Il tifoso chiede (non solo autografi), anzi s’interroga e interroga. Dopo una campagna acquisti da far “storcere il naso” (per fortuna solo “sulla carta”; almeno per ora). Insomma: tanto amore bluceleste, tanta gente, tanti bimbi per l’autografo. Ma anche tante domande, mai brusche... Soprattutto per un patron Aniello Aliberti – camiciona celeste, sguardo sereno – che pure risponde con garbo e pazienza. «Per me siamo anche più forti dell’anno scorso - sussurra a tifosi e giornalisti in ascolto -; d’altra parte avete visto come abbiamo giocato a Treviso. E Murillo? Già ce l’hanno chiesto...Un’altra punta? No, il mercato è chiuso. C’è pure Capello. Il giocatore più costoso della mia gestione...». Il sunto della proprietà.

Intanto: borracce griffate “Calcio Lecco” per tutti e poi foto autografate a iosa. Poco dopo l’apertura dei cancelli, al bar della tribuna – a proposito: il gestore Marco Valsecchi ha fatto le cose per bene; stilizzandolo elegantemente dei colori sociali tanto cari – un tifoso borbotta positivo: «C’è voluto del coraggio però, dopo quel mercato, aprire le porte ai tifosi...». Sì, un coraggio ben ripagato da tanto affetto per una squadra che ne ha bisogno.

I bambini, poi: tanti, tantissimi fra i quasi 200 iscritti al “Meet & Greet”. Chi ha la maglia con già cento firme, chi sfoggia “vecchi nomi” su una casacca troppo larga - Nicolò Buso, il più “gettonato” -; chi arriva con la mamma carica di gadgets da far vergare. I giocatori blucelesti si porgono gentili. C’è il gruppo dei “vecchi” (si fa per dire) da una parte e ci sono i nuovi - Sidler, Moutassime, Murillo - che fanno gruppo con Rizzo e Pellegrino spiegandosi fra tedesco e inglese. Un bel pomeriggio sereno, insomma.

E Valente? È lì: osserva, firma autografi, stringe mani, ascolta gentile e spiega. Forse un po’ ombroso, sicuramente con la testa già a Trento. Intanto il “popolo bluceleste”, dopo un’oretta, sfolla sereno. Sì, la passione è rimasta, restino pure gli obiettivi di prestigio nell’annata...

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