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Mercoledì 25 Marzo 2026
Calcio Lecco, con uno Zanellato così si può sognare
Il centrocampista ha mostrato una crescita costante sotto ogni punto di vista, diventando fondamentale in vista dei playoff, dove l’avversario sarà di livello superiore.
Lecco
L’essenza di “confermarsi Zanellato” torna a incidere visibilmente in un Lecco che, per un periodo fin troppo lungo, si è trovato nella condizione di dover limitare l’inventiva dell’ex Milan, la sua qualità tecnica. Questione di cali fisiologici prima e poi di una squadra in difficoltà causa infortuni, dove tutti hanno dovuto in qualche modo “arrangiarsi”. Perché, al di là di alcune prestazioni collettive sostenute da una migliore condizione atletica generale, la presenza di un giocatore “fuori categoria” come lui continua a spostare gli equilibri, anche quando non è immediatamente evidente.
Non così a Busto Arsizio (2 assist e tante belle giocate da trequartista). Il centrocampista milanese classe 1998 — 30 presenze stagionali, 4 gol e 4 assist in 2.301 minuti complessivi (con una media di 76.6 minuti a partita) - in campo 90’ filati ha subito assunto il controllo delle operazioni. Si è posizionato da vertice alto della mediana, gestendo palloni delicati da ultimo uomo e accettando rischi tutt’altro che banali, sempre però risolti con lucidità. Una posizione di maggiore visibilità che ne ha amplificato la prestazione a effetto. Il risultato? Una squadra che ha iniziato subito a salire, guadagnando campo e rendendosi pericolosa nella trequarti avversaria. Certo, contro un avversario in chiara difficoltà complessiva, ma comunque subito aggredito e “messo là”. La lezione è chiara: puoi avere schemi assimilati alla perfezione, ma è la qualità individuale a fare la differenza nei momenti chiave.
Nell’analizzare la sua prestazione con la Pro Patria, comunque, salta subito all’occhio come la brillante “presa” del centrocampista sia stata agevolata da una pressione bustocca nella sua zona di campo, molto più lenta che in altre occasioni e contro altre avversarie. Densità di avversari al suo controllo di palla (uno per 4-6 mq di campo; contro almeno il doppio in molte altre gare). Circostanze che non tolgono merito alla prestazione da “migliore in campo” di un giocatore che, nelle sue 42 presenze complessive in bluceleste (5 reti e 4 assist) continua a mostrare crescita costante, sia sotto il profilo fisico, che in termini di disponibilità al sacrificio, esattamente come gli chiedeva Valente (che spesso lo ha sostituito nei finali). La prospettiva è quella di avere il play ex Crotone al top della condizione nelle sfide playoff, dove gli avversari avranno ben altra caratura dei Tigrotti, con anche una identità di gioco più definita, paradossalmente lasciandolo (forse) più libero di liberare il proprio talento. Un primo test di conferma, domenica al “Tombolato”: Cittadella che gioca bene e lascia giocare....
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