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Mercoledì 05 Agosto 2026
Calcio Lecco, Tanco sceglie il Crotone. In difesa si punta sui nuovi
Le opzioni di Valente per la retroguardia. L’impatto dei giovani in attesa di rinforzi
Lettura 1 min.Lecco
C’è Matteo Arena (classe 1999), si spera in Ettore Quirini (’03) e intanto è sfumato Gregorio Tanco (’99), che ieri è stato ufficializzato dal Crotone. Intanto si innestano, non ancora perfettamente nel loro ruolo, Lukas Sinn (’03), Daniele Triacca (’05) e Giulio Manetti (’05). Se davvero alla fine il parco difensori – con l’aggiunta dei giovani Mihali (’06) e Meleddu (’07) –potesse contare sui rinforzi sperati, allora si potrebbe ripensare ad un Lecco competitivo.
Con otto difensori a ruotare per tre ruoli (della difesa “a tre” di Valente), comprendendo anche l’impiego di molti di essi come alternative da “quinto” (destro o sinistro) in mediana preferibilmente da 3-5-2. Cosa manca dunque? L’ingaggio (per ora solo “ipotetico”) di un Quirini e un altro giocatore di esperienza. Intanto i tifosi del Lecco hanno potuto già saggiare le prime uscite dei tre nuovi acquisti: Triacca, Sinn e Manetti. Poco performanti le amichevoli coi dilettanti trentini, forse troppo “probante” il test-match esterno contro una squadra (l’Hellas) appena retrocessa dalla Serie A. Sensazioni? Fra i tre il “difensore più spiccato”, per movimenti ed attitudini è il “corazzato” Manetti. Grande fisicità e presenza sugli spostamenti laterali, gran colpo di testa. Ruolo naturale: terzino destro di una difesa “a quattro”, utilizzabile in questo Lecco che sta nascendo, sia come braccetto destro che, appunto, come centrocampista esterno in quella fascia. Parola d’ordine: adattabilità, versatilità e mobilità.
Le stesse che nella difesa di Valente sono state chieste al diretto “competitor” di Manetti: Daniele Triacca con i suoi 1,86 metri di altezza (“ambidestro”) nasce come terzino destro, pur essendo in grado di ricoprire con efficacia anche il ruolo di terzino sinistro e, all’occorrenza, quello di difensore centrale. In un torneo come la Serie C, dove il gioco aereo e le situazioni da palla inattiva hanno spesso un peso determinante, la sua struttura fisica, abbinata a una buona mobilità, rappresenta un valore aggiunto. La versatilità del suo profilo, a metà strada tra un esterno di fascia e un difensore dalle caratteristiche più classiche, spiega il rapido inserimento nel Trento della scorsa stagione, in un sistema di gioco che richiede aggressività nella fase offensiva. Ma quel Trento di Tabbiani giocava “a quattro” dietro... Infine Lukas Sinn, anche lui reduce da positive esperienza (personali) in terza serie. Lui rappresenta esattamente – in fascia sinistra - ciò che Manetti e Triacca sono per la fascia destra, in un equilibrio di ruoli che dovrebbe metterlo in competizione con Marwane Kritta (’02) se non verrà ceduto.
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