Diritti tv e Serie C, Guidesi: «Rischio penalizzazione per club e vivai dei territori»

L’assessore regionale Guido Guidesi critica le modifiche al riparto dei diritti televisivi contenute nel decreto sport approvato dal Governo. «Giusto sostenere il calcio femminile, ma non sottraendo risorse alla Serie C e ai settori giovanili». Un tema che riguarda da vicino anche realtà come il Lecco

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Lecco

Le modifiche al sistema di ripartizione dei diritti televisivi del calcio contenute nel decreto sport approvato dal Consiglio dei ministri accendono il dibattito anche sui territori. A intervenire è l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, che esprime preoccupazione per le possibili conseguenze sulle società di Serie C e sugli investimenti nei vivai.

Nel mirino dell’assessore c’è la revisione della cosiddetta Legge Melandri, che disciplina la distribuzione delle risorse derivanti dai diritti televisivi. Tra i beneficiari è stata inserita anche la Serie A femminile, una scelta che Guidesi definisce condivisibile sotto il profilo della valorizzazione del calcio femminile.

Secondo l’esponente della Giunta lombarda, il problema sarebbe però rappresentato dall’assenza di nuove risorse. «Se la torta resta la stessa – sostiene – qualcuno inevitabilmente riceverà meno fondi». A farne le spese potrebbe essere la Lega Pro, che negli ultimi anni ha avviato un percorso di riorganizzazione e valorizzazione del proprio ruolo nei territori.

Una questione che interessa anche piazze come Lecco, dove la squadra bluceleste milita proprio nel campionato di Serie C. Per Guidesi, il rischio è che una riduzione delle risorse possa incidere sulla programmazione dei club e sugli investimenti destinati ai giovani.

L’assessore richiama inoltre la cosiddetta «Riforma Zola», il progetto che punta a incentivare la crescita dei settori giovanili, la formazione tecnica e il miglioramento degli impianti sportivi. «Sostenere il calcio femminile è giusto – osserva – ma occorre continuare a investire con decisione anche sui vivai e sul radicamento territoriale delle società».

Da qui l’auspicio che il Parlamento possa intervenire durante l’iter di conversione del decreto per correggere una misura che, secondo Guidesi, rischia di penalizzare proprio le realtà che hanno scelto di investire sul futuro del calcio italiano.

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