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Venerdì 18 Settembre 2026
Lecco, dopo il colpo con il Desenzano arriva la Pergolettese: ora serve la conferma
Il 3-1 ha mostrato le qualità tecniche dei blucelesti, ma domenica al Rigamonti-Ceppi sarà un’altra partita: ci si aspetta che la Pergolettese chiuda gli spazi e a non conceda profondità alla squadra di Valente.
Lettura 2 min.Lecco
Scarso, incompleto, spuntato nelle prime quattro giornate. Tecnico, veloce, ficcante, micidiale alla quinta. Non ci si capisce nulla. O, più semplicemente, la verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Un Lecco che era parso una Cenerentola si sveglia prima di mezzanotte e si fa trovare splendida pretendente al trono, in una serata magica, a Ospitaletto, contro il Desenzano. Ma è chiaro che non possono essere tutte rose. Anche perché il Desenzano, pur non regalando nulla, ha chiarito che questo Lecco tecnicamente ha i numeri. E che il gioco di Valente favorisce queste qualità tecniche. Ma naturalmente se la squadra che hai di fronte ti chiude gli spazi, come probabilmente farà la Pergolettese, tutto cambia. Il grande difetto del Desenzano è stato lasciare spazi aperti ai blucelesti. E ad ammetterlo per primo è stato proprio l’ex allenatore bluceleste Marco Gaburro che ha fatto notare, nel post partita.
“Il Lecco è squadra che fa un calcio completamente diverso da tutte le altre squadre. Abbiamo preso due gol, nonostante nei primi 20 minuti, con una spesa energetica per noi alta, eravamo rimasti in partita. Non abbiamo quel tipo di impatto per poter contrastare così tanto una manovra così organizzata che muove palla così tanto. Prendi il primo gol, dopo 5-6 minuti che noi ci eravamo aperti un po’, e abbiamo concesso ancora una profondità che prima loro non trovavano. Infatti hanno fatto delle verticalizzazioni a vuoto nei primi 20 minuti, proprio perché non riuscivano a trovare facilmente quella palla in profondità. Ma prendi gol in quella maniera e concedi ancora campo, subito dopo il primo, in occasione del secondo gol, in situazioni dove noi almeno in due occasioni avremmo dovuto chiudere i loro passaggi con un fallo. Non è che bisogna sempre parlare di palleggio: bisogna parlare di quello che serve...”.
Insomma, il Desenzano dopo la prima rete di Pellegrino è stato troppo “accondiscendente”. “Troppe volte nei momenti chiave della partita non abbiamo fatto la cosa giusta, che serviva. Siamo mancati in due cose nel primo tempo: nel rompere di più il gioco e frammentare di più la partita, e nell’andare diretto in profondità in certe situazioni, dove abbiamo provato a consolidare il palleggio contro una squadra che ti mangia”. Ecco, di sicuro la Pergolettese non ne ha bisogno, ma se “legge” dietro le parole di mister Gaburro, si prepara a fare una partita tutta concretezza, falli e chiusura di spazi, per domenica alle 20,30. Il Lecco è squadra che gioca a pallone. Non concretizza spesso perché, senza attaccanti, deve praticamente andare in porta con il pallone. Buttarla in mezzo dove non c’è nessuno, non può. E non può neanche aggirare con gli esterni, perché poi l’azione va rifinita. Può solo giocare palla a terra, in profondità. Ma, come Gaburro ha ricordato, non sempre ti consentono di farlo. E la Pergolettese non lo farà di sicuro. Ecco perché la “prossima partita è sempre la più difficile”. Perché se uno impara dagli errori “degli altri” allora può mettere chiunque in difficoltà. La Pergolettese di sicuro non concederà campo, non giocherà “alta”, non darà profondità. Sarà il Lecco a doversela procurare. Anche perché quel 3 a 0 a Crema dell’ultima giornata, al di là dei demeriti blucelesti, fa ancora male perché costrinse i blucelesti a passare da secondi a quarti. Con una Pergolettese che non chiedeva nulla al torneo. Un po’ di spirito di rivincita i blucelesti, tattica a parte, dovranno mettercelo. E non sarà facile ripetere la gara contro il Desenzano.
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