Sondrio, nuovo risiko bancario: nel 2028 la Popolare potrebbe guardare a Siena

Dopo la fusione con Bper, il presidente Unipol Cimbri indica l’ipotesi di aggregazione con Mps: «Lo sbocco naturale di un piano costruito in dieci anni».

Lettura 2 min.

Sondrio

Prende forma il nuovo tassello del risiko bancario che, nel 2028, potrebbe portare Sondrio direttamente a Siena. Dopo la fusione della Popolare di Sondrio in Bper, diventata efficace il 20 aprile, la banca valtellinese si ritrova infatti inserita in un disegno che guarda già alla prossima grande aggregazione del credito italiano. E questa volta il punto di approdo indicato è Monte dei Paschi di Siena. A chiarire i contorni dell’operazione iniziata con l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena è il presidente di Unipol Carlo Cimbri, nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore. Il progetto, spiega Cimbri, prevede che nel 2027 Mps passi al gruppo Unipol e che «il 2028 sarà l’anno del coinvolgimento di Bper». L’obiettivo dichiarato è costruire, attraverso l’aggregazione tra Mps e Bper, «una banca ancora più grande», destinata a diventare il secondo gruppo bancario italiano. Per Sondrio il passaggio non è secondario.

La Popolare è appena entrata nel perimetro Bper e dunque, se il disegno delineato da Cimbri dovesse concretizzarsi, la banca valtellinese si troverebbe nuovamente al centro di un processo di integrazione, questa volta all’interno di un gruppo che avrebbe come capofila il Monte dei Paschi. È uno scenario ancora da costruire. Cimbri stesso precisa che il progetto Mps-Bper dovrà essere presentato e discusso con il consiglio di amministrazione di Bper, che viene indicato come «soggetto terzo». Ma le parole del presidente di Unipol sono chiare sulla direzione di marcia: «L’aggregazione tra Mps e Bper è lo sbocco naturale di un piano costruito negli ultimi dieci anni». E dentro quel piano c’è anche la Popolare di Sondrio. Cimbri la cita esplicitamente quando ripercorre le tappe della strategia bancaria di Unipol, insieme a Bper, Ubi e Carige: «Una caratteristica del progetto di aggregazione che ha visto Unipol integrare banche con le stesse caratteristiche: dalla Banca Popolare dell’Emilia Romagna a buona parte dell’Ubi, dalla Carige alla Popolare di Sondrio».

La sequenza, dunque, è quella di un percorso che parte da lontano. Unipol ha iniziato a costruire la propria presenza in Bper nel 2016, mentre nella Popolare di Sondrio è entrata nel 2021, salendo poi al 19,7% nel 2023. Nell’aprile di quest’anno Bper ha completato l’operazione sulla banca valtellinese, arrivando alla fusione. Ora Cimbri guarda al passaggio successivo. E lo fa indicando una prospettiva di dimensioni decisamente maggiori: oltre 250 miliardi di attivi, quasi 3 mila filiali, 230 miliardi di depositi, circa 200 miliardi di finanziamenti a imprese e famiglie, oltre 30 mila dipendenti e circa otto milioni di clienti. Ma è soprattutto la natura del progetto a interessare il territorio. Perché nella visione di Unipol la crescita dimensionale non dovrebbe tradursi in una perdita del rapporto con le economie locali. Anzi, il radicamento territoriale viene indicato da Cimbri come uno dei punti di forza delle banche che dovrebbero comporre il nuovo polo. »Metteremo insieme due banche commerciali che hanno come punto di forza un fortissimo radicamento territoriale» afferma il presidente di Unipol. E aggiunge che la presenza sul territorio «si difende con lo sviluppo» e che per sostenere le imprese che crescono e si internazionalizzano servono banche di grandi dimensioni. È un tema particolarmente sensibile per Sondrio, dove la Popolare ha costruito la propria identità proprio sulla relazione con il territorio, le famiglie e le piccole e medie imprese. Anche su questo fronte Cimbri parla di un modello che dovrebbe rimanere centrale nel futuro polo: l’obiettivo, dice, è costruire una banca «di prossimità ma con dimensione nazionale», capace di accompagnare le Pmi nella crescita e nei passaggi generazionali. Quanto alla futura governance, la scelta di Siena come centro del nuovo gruppo viene invece presentata da Cimbri come praticamente naturale. Mps, spiega, dovrebbe essere capofila per ragioni di storia e di notorietà del marchio, mentre la sede resterà a Rocca Salimbeni. La nuova destinazione per la Popolare di Sondrio, questa volta, dovrebbe dunque essere Siena.

© RIPRODUZIONE RISERVATA