Calcio, Sondrio: ripartenza nel segno dei giovani. Monguzzi allenatore, Castello ds

Il presidente Rigamonti presenta il nuovo corso biancazzurro: sostenibilità, valorizzazione del vivaio e ambizioni da vertice tra Eccellenza e possibile Serie D

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Sondrio

Il Sondrio riparte da Riccardo Monguzzi. L’ex centrocampista di Monza, Pro Patria, Spal, Chievo, Novara guiderà la squadra biancazzurra nel prossimo campionato di Eccellenza o serie D, a secondo del possibile ripescaggio ancora da definire. E’ quanto annunciato questa mattina nella conferenza stampa organizzata dal club biancazzurro al Grand Hotel della Posta di Sondrio. Il presidente Michele Rigamonti ha presentato così la nuova stagione che scatta ufficialmente oggi, non senza aver rivolto dapprima un pensiero a Marco Amelia, allenatore nell’ultimo campionato.

«Lo ringrazio pubblicamente per il grosso apporto che ha dato – sono state le parole del numero uno del club sondriese -. Purtroppo lo scorso anno le cose non sono andate come speravamo, è stato un torneo imprevedibile anche per i risultati ottenuti sul campo, dove la fortuna non ci ha aiutato». «Oggi inizia la nuova stagione, che affrontiamo con due persone molto valide. Mister Riccardo Monguzzi vanta una grande esperienza soprattutto con i giovani, un settore che ammetto di non aver seguito come avrei dovuto in questi anni – ha proseguito Rigamonti . In questa annata la parola d’ordine è proprio legata ai nostri ragazzi, affinché la sostenibilità del club possa essere garantita, con la prima squadra che possa attingere sempre di più ai talenti che emergono dalle formazioni giovanili. Nuove tecniche, nuovi metodi di lavoro devono essere alla base della crescita di questi giocatori e Riccardo è la persona giusta per questo progetto, vista la sua grande esperienza».

Non solo l’allenatore, ma anche un nuovo direttore sportivo. «Il nostro nuovo ds sarà Niccolò Castello, che a livello umano prima che professionale mi ha fatto una grande impressione positiva – la considerazione del presidente biancazzurro -. Ha voglia di intraprendere questa nuova esperienza nelle vesti di direttore sportivo. Arriva da un passato di agente Fifa, conosce i giocatori e questo è un vantaggio, affinché qualsiasi campionato affronteremo, di Eccellenza oppure serie D, saremo competitivi. Se sarà Eccellenza, punteremo a vincerla. Se dovessimo essere ripescati, punteremo a un torneo in cui saremo competitivi. La squadra dovrà essere definita a breve, anche perché un eventuale ripescaggio potrebbe verificarsi solo a fine mese e non potremo farci trovare impreparati».

«In squadra ci saranno conferme, ma anche nuovi arrivi, soprattutto inseriremo diversi giocatori provenienti dalla nostra Juniores oppure da altre realtà della zona, che dovranno apprendere e formarsi – ha anticipato - La parola d’ordine sarà sostenibilità. Siamo reduci da un anno difficile, anche a livello psicologico visto come sono girate male le cose, un anno in cui sono arrivato vicino al punto in cui ho pensato di mollare. Però devo ringraziare le persone, tra cui i tifosi in primis, per la vicinanza che mi hanno espresso. Quasi più che nelle annate concluse con una vittoria. Ecco perché ho deciso di andare avanti, perseguendo un progetto sostenibile, affinché chiunque dovesse prendere il mio posto in futuro, possa trovare una società in grado di camminare con le sue gambe. Sponsor, istituzioni come Amministrazione provinciale, Comune, Bim che ringrazio sono fondamentali per l’aiuto che ci forniscono. Però non deve essere la squadra di Michele Rigamonti, ma della provincia di Sondrio e quest’anno ho visto ancora di più la passione e la voglia di far diventare questo club veramente grande non solo a livello di risultati».

«Il nostro futuro è di portare un ragazzo nelle massime categorie, ma nel settore giovanile i nostri allenatori devono essere soprattutto educatori – la conclusione di Rigamonti -. Dobbiamo creare bravi cittadini e brave persone per la nostra società. In campo il divertimento e la voglia di giocare devono essere sempre prioritari. La maglia del Sondrio sta assumendo sempre più considerazione e rispetto, cosa che lo scorso anno purtroppo non sempre è accaduto. In questa stagione oltre alla sostenibilità, l’altra parola d’ordine sarà attaccamento alla maglia. Chiedo come sempre un sostegno a chi potrà darci una mano a livello economico e di tempo, perché sono convinto che tutti insieme potremo arrivare agli obiettivi che ci prefissiamo».

Nelle vesti di direttore sportivo ci sarà quindi Niccolò Castello, nato a Milano nel 1994, alla sua prima esperienza nel ruolo, ma profondo conoscitore del calcio per essere stato agente Fifa. «Fin dal primo giorno in cui ho incontrato il presidente Rigamonti, mi ha dimostrato una stima e una fiducia difficile da trovare in questo mondo, che mi hanno dato carica ed energia, la stessa che faremo di tutto per trasmetterla alla squadra – sono state le prime considerazioni del nuovo direttore sportivo -. Il presidente vuole veramente bene al Sondrio e lo si percepisce quotidianamente. Oltre a lui ho trovato un gruppo di persone che opera con passione, persone vere, genuine, un valore aggiunto per questo club in un ambiente ideale per lavorare». «Sono stato agente Fifa, sono stato responsabile area scouting dell’area nord alla Triestina, collaboratore sportivo a Lecco col direttore Fracchiolla, ho collaborato anche col Francavilla – ha proseguito -. Posso portare la conoscenza dei giocatori, visto che sono anni che seguo queste categorie. Sono consapevole di quelli che ci servono e dei costi che ci sono sul mercato. Mi sento pronto per questo ruolo e ce la metterò tutta per far sì che il Sondrio possa avere ambizione e successo. E’ un’opportunità importante e una sfida ampia».

«Vogliamo prestare grande attenzione al settore giovanile e al territorio, con ragazzi che sanno cosa vuol dire indossare la maglia del Sondrio. Solo quando ci sei dentro, capisci quello che sta dietro a questa società e la sua importanza – la sottolineatura di Castello -. Già da quest’anno cinque under saranno nella prima squadra, ma l’idea è di formarli il più possibile nel nostro settore giovanile. Essere affiancati da giocatori esperti sarà utile proprio per la loro crescita. A breve presenteremo i primi innesti appena saranno sottoscritti i contratti. Confermeremo lo zoccolo duro con Fognini, Escudero, Belecco e Zizou, giocatori e uomini forti che faranno della nostra squadra una formazione di livello, che punterà ai massimi traguardi».

Nato a Monza nel 1965, Riccardo Monguzzi ha calcato i campi di serie B e Lega Pro, prima di iniziare la carriera di allenatore guidando le giovanili del club di casa. Per diversi anni è stato protagonista sulla panchina delle formazioni rossonere del Milan, contribuendo a far crescere numerosi talenti. Dopo una parentesi al Parma, è tornato a guidare le giovanili del Monza, club con il quale la collaborazione si è interrotta a inizio estate. La conoscenza con i colori biancazzurri è nata durante un Camp estivo alla Castellina con la società dell’allora presidente Silvio Berlusconi. Poche settimane fa i contatti sono ripresi e si sono concretizzati con l’accordo per la prossima stagione. «Sono stato un giocatore normale in serie B e uno all’altezza della Lega Pro – ha esordito Monguzzi -. Ho allenato quasi sempre il settore giovanile, anche se a Brugherio ho guidato la squadra di serie D, ho svolto il ruolo di secondo a Monza con Sonzogni e Marcolin, ho diretto la squadra in serie C perdendo i playout contro il Viareggio di Cuoghi, ma non potevo dire di no alla società che per me è stata una seconda famiglia».

«Una ventina di giorni fa ho avuto dei contatti con il Sondrio, ho spiegato la mia idea e il presidente ha convenuto che i suoi obiettivi erano anche i miei – le parole di Monguzzi -. Mi sono sempre chiesto perché Sondrio non sia il punto di riferimento di tutta la valle, anche quando venivo ai Camp alla Castellina. Oggi la sostenibilità, come insegnano Udinese ed Empoli tra le altre, è investire sui giovanili. E’ importante vincere, ma è importante anche come lo si fa. Agli allenatori delle varie squadre spiegheremo obiettivi e competenze da trasferire ai ragazzi con metodologie di lavoro che saranno al servizio di questi tecnici».

«Nella mia esperienza sono stati 25 i giocatori che ho allenato e giocano oggi in serie A, da Locatelli a Brescianini fino a Pessina, Colombo, Gabbia per citarne alcuni, ma se sono arrivati a quei traguardi il merito non è solo mio, anzi. Ho contribuito solo a dare una formazione a quei ragazzi – ha proseguito il mister -. Anche ai nostri giovani, dai 2006 ai 2008, non mancheremo di insegnare quelli che sono i nostri principi. Ma anche a quelli più esperti. Non parliamo di moduli, ma l’identità deve passare col giocare nella metà campo avversaria, col riconquistare palla, così faremo divertire chi è sul terreno di gara e chi viene a vederci dalle tribune. Ho trovato una società in cui tutti si prodigano per risolvere i problemi e ho scoperto un ambiente di alto livello».

Il 20 luglio inizierà il ritiro pre campionato, mentre le amichevoli sono in fase di definizione. Non faranno più parte dell’organico Pierpaolo Longo, Riccardo D’Alpaos, Gioele Uccelletti e Marcel Vasil, a cui vanno i migliori auguri per il prosieguo della carriera. Nuovi giocatori sono in arrivo e saranno annunciati solo al completamento delle pratiche e una volta avvenuto il tesseramento.

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