Ciclismo / Circondario
Martedì 14 Aprile 2026
Da Pescate al grande ciclismo: Barbara Guarischi non smette di pedalare
Dalla vittoria di tappa al Giro d’Italia al ruolo di gregaria di lusso nel Team Sd Worx, la ciclista lecchese racconta una carriera ricca di successi e cambiamenti
Pescate
Ormai di tempo ne è trascorso da quando, la trentacinquenne ciclista di Pescate Barbara Guarischi, attualmente in forza al Team Sd Worx (formazione olandese), iniziò la sua avventura nel mondo dei pedali, insomma di sabbia dalla clessidra ne è scesa davvero molta.
Tante anche le gioie, da lei provate da quel lontano 2010 che decretò il passaggio nella categoria Elite, della velocista lecchese, vero vi sono stati anche e inevitabilmente dei passaggi a vuoto- ma alla fine i conti tornano. diciotto le gare vinte in carriera, tra esse anche una tappa al giro d’Italia donne nel 2015, il successo ai giochi del mediterraneo nel 2022, l’oro ai mondiali nella crono squadre sempre nel 2015, e l’argento individuale tra le under 23 tre stagioni prima. Undici le società in cui ha militato, molte tra le più prestigiose in Italia e non solo. Completando la sua carriera in pillole come dimenticare il quinto posto conseguito al mondiale Gravel (competizione che si svolge su sabbia e sterrato), nata nel 2022 oltre al titolo nazionale vinto nella stessa disciplina. Infine la partecipazione (fu ventesima) al mondiale donne nel 2016 in Qatar, tanti anche i piazzamenti ottenuti ,in aggiunta delle vittorie in pista nella cronosquadre (2022), inseguimento nella coppa delle nazioni insieme a Balsamo, Consonni, Zanardi e Fidanza, e la sei giorni a Pordenone dell’americana in tandem ancora con Fidanza. Una carriera assolutamente decorosa, anche se nel tempo si è dovuta “adattare” al ruolo comunque fondamentale di gregaria di lusso, quella che prepara le volate per la capitana di turno. “E’ vero dice Barbara- pur essendo una buona sprinter, con passar degli anni ho dovuto lasciare spazio a ragazze più veloci di me. Inizialmente forse lo pativo, ma adesso non più. Il mio ruolo di aprire la strada alle compagne lanciarle nella miglior posizione, agli ultimi 200 metri beh, credetemi in caso di successo è come o quasi se avessi vinto io”.
Nessun rimpianto allora?
«No, ripeto adesso rivesto un altro ruolo all’interno della squadra anche perché bisogna essere realisti- ora che ho 35 anni, di buttarmi e rischiare con ragazze di 20 anni, mi sembra abbastanza azzardato. Da quando facevo io le volate, è cambiato tutto potenza, velocità e rischio quindi meglio essere consapevole di ciò, e tirarsi un attimo indietro».
Impossibile quindi vederti ancora sul podio?
«Non è detto, parteciperemo a tante corse e in quelle diciamo di secondo piano potrò giocarmi le mia carte io non dispero, staremo a vedere come andrà a finire».
Torniamo un passo indietro, asserivi che in caso di caduta si rischia di più rispetto a un tempo i motivi?.
«Facile, una volta anche perché la velocità era sicuramente minore se cadevi spesso te la cavavi senza particolari danni, adesso rischi di stare ferma mesi, quindi meglio saper correre in primis con la testa».
Barbara, soddisfatta dei risultati conseguiti nel corso degli anni?
«Forse potevo fare qualcosa in più, in passato ho avuto le mie chance qualcuna mancata, ma globalmente sono felice della mia carriera. I successi più belli? Direi che ognuno ti lascia dentro qualcosa, anche se la vittoria di tappa al giro d’Italia, l’oro ai giochi del mediterraneo entrambi nel 2015, il titolo italiano gravel vinto e il quinto posto ai mondiali della stessa disciplina, ma anche trionfi su pista mi rendono orgogliosa».
Guarischi, lanciare le volate in modo adeguato richiede un grande equilibrio e scelta di tempo. Di volta in volta, ogni compagna a cui bisogna aprire la strada ha caratteristiche diverse- insomma saper variare è un requisito fondamentale, per un gregario degli sprinter…
«Esattamente, infatti durante gli allenamenti con le varie punte Lorena Wiebes, Lotte Kopecky e Kata Blanka Vas, si lavora molto sui dettagli bisogna raggiungere, un intesa perfetta. Serve pensare per due, io e la ragazza da lanciare, basta uno sguardo un accenno per comunicare quale tattica adottare a secondo del percorso e delle avversarie, insomma uno stimolo a migliorarsi in continuazione».
Sino a quando vedremo in gara Barbara Guarischi?
«Onestamente non so, decido anno con anno, dipende da tante cose sia a livello fisico che mentale».
Potrebbe essere la soglia dei 40 anni, o esagero?
«Non credo, tuttavia come detto decido anno con anno sino che sarò competitiva e avrò voglia di sacrificarmi monterò in sella, vedremo».
Una volta appesa la bici al chiodo, continuerai nel tuo mondo?
«Potrebbe essere, ma in testa ho anche altro devo valutare attentamente quando i tempi saranno maturi, prenderò la mia decisione».
Parteciperai al prossimo Giro d’Italia woman?
«In linea di massina ci dovrei essere, dopo aver disputato la Parigi Roubex (NDR si è classificata 37esima- miglior risultato in questo scorcio iniziale di stagione). Invece non sarò al via in altre classiche monumento, l’obiettivo è come sempre dare il meglio per imbucare a dovere le compagne nelle volate, poi se ne avrò l’occasione come detto in corse di secondo piano giocherò sino in fondo le mie carte, per ritagliarmi un posto al sole».
Ultima annotazione: avere come compagne di squadra campionesse del calibro di Wiebes oltre 100 gare vinte, e Lotte Kopecky due mondiali in linea conquistati nel 23 e 24, oltre a una miriade di medaglie ottenute sulla pista cosa si prova?
«Sicuramente è un’ onore, ecco come asserivo prima contribuire ai successi di tali leader e naturalmente della squadra, mi rende particolarmente felice e orgogliosa».
Questa è Barbara Guarischi da Pescate, un’atleta tosta dedita al sacrificio a cui il lavoro non fa paura. Sicuramente un modello da cui prendere aspirazione per le ragazzine del territorio lecchese, animate dall’amore per le due ruote- buon ciclismo a tutti.
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