Ciclismo / Valchiavenna
Mercoledì 04 Novembre 2026
Giro 2027, la Valtellina regina della corsa rosa: doppio Mortirolo e arrivo ad Aprica
Presentato il percorso del Giro d’Italia maschile e femminile: Sondrio e le sue montagne protagoniste delle tappe decisive. Negri esulta, Corvi: «Ad Aprica una giornata destinata a entrare nella storia»
Lettura 2 min.Sondrio
Il sorriso di Gigi Negri, responsabile di Rcs per le tappe valtellinesi del Giro d’Italia, è raggiante come quello dei ciclisti che salgono sul gradino più alto del podio. Il percorso del Giro d’Italia 2027 e del coetaneo Giro Woman Rosa indica che è lui il vincitore. La presentazione romana di questo Giro d’Italia maschile e femminile ha mostrato che la provincia di Sondrio farà la parte del leone con tappe decisive in entrambe le corse ed il merito di chi ha proposto ed organizzato (Negri) è evidente.
«Valtellina e Valchiavenna col loro territorio che si presta alle tappe ciclistiche hanno già vinto - afferma Negri -. Saremo assoluti protagonisti sia nella corsa maschile che in quella femminile. Erano da anni che pensavamo ad un doppio Mortirolo e gli organizzatori si sono superati. Aprica è la sposa naturale del Mortirolo, essendo l’arrivo più logico dopo il passaggio sulla Cima Pantani. Per i suoi primi 100 anni Aprica dalla fondazione del Comune si farà un bel regalo. Sono veramente molto felice anche per il passaggio del Giro femminile sul San Marco che mancava d anni nella corsa rosa prima dell’arrivo a Madesimo che a già ospitato l’arrivo del Giro maschile in passato». Per tanti anni il 25 maggio è stata la data della finalissima di Coppa Campioni di calcio. Nel 2027 sarà la tappa regina del Giro d’Italia. Come ampiamente previsto nelle anticipazioni delle scorse settimane la Sondrio - Aprica sarà la tappa più dura con 192 chilometri e 5.700 metri di dislivello. Aprica oltre al secolo della sua nascita festeggia i 65 anni dal primo arrivo del Giro d’Italia, la Moena-Aprica del 1962 che regalò a Vittorio Adorni la sua prima vittoria al Giro.
Non poteva mancare alla presentazione romana il sindaco di Aprica, Dario Corvi anche lui raggiante come Negri: «Sarà una tappa memorabile che deciderà il Giro d’Italia- sentenzia il sindaco-. Aprica sarà nuovamente protagonista di una storia del Giro che come dice il nome del trofeo, è infinita». Certamente l’augurio di tutti è quello che Davide Piganzoli possa emulare Ivan Basso e da valtellinese vincere sul traguardo aprichese. Il morbegnese è stato il migliore degli italiani nel Giro appena concluso ma la sua presenza non è scontata come accadeva un tempo per i big italiani perché gli impegni sono tanti e gli squadroni come la Visma del Piga sono infarcite di campioni. La tappa valtellinese è il primo appuntamento dopo il secondo giorno di riposo e uno dei passaggi chiave per chi punta al successo finale. Prevede la doppia ascesa al Mortirolo, designato Montagna Pantani, con in mezzo il Passo Gavia, Cima Coppi dell’edizione. Il tracciato parte da Sondrio, sale al Mortirolo da Mazzo, attraversa la Valcamonica e scala il Gavia (2.618 metri). Poi scende a Santa Caterina Valfurva e Bormio, ritorna a Mazzo per il secondo Mortirolo e si conclude ad Aprica. I numeri raccontano il peso storico della giornata. Il Gavia è stato affrontato finora 10 volte: la prima nel 1960, con Imerio Massignan primo in vetta, l’ultima nel 2014, con Robinson Chalapud. Le scalate al Mortirolo sono state 17: la prima nel 1990 da Monno, con Leonardo Sierra, l’ultima nel 2025, con Afonso Eulalio. La Scala del ciclismo ora attende gli acuti dei campioni perché sono sempre loro a rendere epiche le tappe alpine del Giro. Sia la Cima Coppi che l’Alfonsina Strada saranno valtellinesi nel 2027: montagne di Valtellina nuovamente assolute protagoniste dopo le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
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