Ciclismo / Sondrio e cintura
Venerdì 19 Giugno 2026
I pizzoccheri di Pogačar fanno il giro del mondo
Non solo ciclismo al Tour de Suisse, ma anche momenti pensati per permettere agli atleti di conoscere più da vicino il territorio che li ha ospitati. Tra gli episodi più significativi va ricordato il ruolo svolto dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio che ha guidato i corridori nella preparazione e nell’assaggio dei celebri pizzoccheri
Lettura 1 min.Sondrio
È calato il sipario su un evento che ha regalato alla Valtellina una prestigiosa vetrina internazionale. La grande partenza del Tour de Suisse da Sondrio ha rappresentato una pagina storica non solo per il territorio, ma anche per la celebre corsa elvetica che, nei suoi 89 anni di storia, non aveva mai preso il via al di fuori dei confini svizzeri. Una scelta che ha premiato la Valle e che per due giorni l’ha trasformata nel cuore pulsante del ciclismo mondiale.
ll format innovativo della manifestazione svizzera ha concentrato la prima tappa interamente in Valtellina, rafforzando il legame tra due terre di confine. Un’occasione unica per mostrare al mondo non soltanto le bellezze paesaggistiche della valle, ma anche le sue tradizioni, la sua accoglienza e le sue eccellenze enogastronomiche.
Accanto all’aspetto sportivo, con la gara femminile disputata al mattino e quella maschile nel pomeriggio, il programma ha proposto numerose iniziative collaterali. Momenti pensati per permettere ai protagonisti del grande ciclismo internazionale di conoscere più da vicino il territorio che li ha ospitati. Tra gli episodi più significativi va ricordato il ruolo svolto dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio durante la presentazione ufficiale delle squadre. I maestri dell’Accademia hanno guidato diversi corridori nella preparazione dei celebri pizzoccheri.
Particolarmente partecipi sono state le atlete della corsa femminile, che si sono cimentate con entusiasmo nella realizzazione del piatto simbolo. A prendersi la scena è stato però soprattutto il campione del mondo Tadej Pogačar. Il fuoriclasse sloveno, poi dominatore della tappa sondriese, durante la presentazione delle squadre in piazza Garibaldi è stato invitato ad assaggiare una porzione di pizzoccheri, dimostrando di apprezzare molto la specialità locale. Un’immagine che ha rapidamente fatto il giro dei media nazionali, trovando spazio anche sulle pagine della Gazzetta dello Sport.
Il forte legame tra ciclismo e territorio è stato sottolineato anche dal premio consegnato ai vincitori delle due competizioni. Sia il vincitore della tappa maschile sia la vincitrice di quella femminile hanno ricevuto un “Lavec”, la tradizionale pentola in pietra ollare della Valmalenco realizzata dall’artigiano Nicola Bagioli, ex corridore professionista e fratello di Andrea, terzo al traguardo di Sondrio.
La tappa sondriese ha garantito infine una straordinaria visibilità mediatica. La diretta televisiva è stata trasmessa da Eurosport e DAZN e distribuita in oltre 150 Paesi.
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