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Venerdì 29 Maggio 2026
Della Bordella in Pakistan: obiettivo il pilastro Est del K7
Nella spedizione anche il ragno Mauri, Grasso e Ducoli La spedizione, patrocinata dal Cai, punta ad aprire una nuova via
Lettura 1 min.Lecco
È iniziata una nuova spedizione in Pakistan per i Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Giacomo Mauri, insieme all’alpinista veneto Mirco Grasso e a Luca Ducoli, componente della prima edizione del CAI Eagle Team.
Il loro obiettivo sarà quello di aprire una nuova via sul pilastro est del K7 (6.934 metri). La spedizione, patrocinata dal Club Alpino Italiano, durerà fino al 15 luglio. Da Islamabad gli alpinisti si trasferiranno a Skardu. Il team raggiungerà poi la valle di Charakusa, una delle aree più spettacolari del Karakorum. Da lì inizierà un trekking di tre giorni verso il campo base, dove i quattro alpinisti resteranno per oltre un mese tra acclimatamento e tentativi sulla parete. Matteo Della Bordella può essere considerato a tutti gli effetti il capofila di un progetto che ha preso forma negli ultimi anni e preparato negli ultimi mesi anche insieme ai propri compagni di spedizione, come nel caso dell’apertura della via Mutante sulla parete sud delle Petites Jorasses, insieme a Mirco Grasso e Giacomo Mauri. Lo stesso Grasso ha recentemente realizzato un bel concatenamento - Divine Providence più Pilone Centrale del Frêney - insieme a Luca Ducoli e Giacomo Mauri. Il quartetto ha sicuramente tutte le qualità e un buon assortimento per affrontare al meglio la difficile sfida.
II K7 è una montagna che in qualche modo rappresenta un simbolo per l’alpinismo esplorativo moderno. La sua storia è legata ad alcune salite particolarmente significative degli ultimi decenni: dalla prima ascensione giapponese del 1984, alla salita in solitaria e in stile alpino di Steve House nel 2004, fino alla via aperta sulla parete est nel 2012 da Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak. Il suo fascino è anche legato al fatto che è una delle montagne ancora lontane dalle mete che attraggono le frequentazioni di massa ad altissima quota. Isolato, difficile, poco accessibile e anche poco frequentato, il K7 è un simbolo dell’esplorazione moderna, una montagna dove l’incertezza, la ricerca della linea e l’avventura hanno ancora un peso reale.
«Per me aprire una nuova via su una grande montagna himalayana di quasi 7mila metri è un sogno che inseguo da tanto tempo. – ha dichiarato Matteo Della Bordella – Quando Luca Maspes mi ha mandato alcune foto, tra cui quella del K7, questa montagna ha subito attirato la mia attenzione: è una parete complessa, fatta di neve, ghiaccio e roccia, estremamente difficile. Quando ne ho parlato agli altri, tutti si sono subito entusiasmati all’idea di questa spedizione».
A rendere il tutto ancora più esaltante è il fascino che riveste il K7: «Steve House l’ha salita in solitaria, Hayden Kennedy e Kyle Dempster hanno lasciato qui una traccia importante. – ha aggiunto Della Bordella - Questa parete è stata tentata dai migliori alpinisti al mondo. È un obiettivo che rappresenta perfettamente l’alpinismo esplorativo contemporaneo. Negli ultimi mesi ci siamo preparati intensamente, aprendo nuove vie e affrontando salite impegnative proprio per arrivare pronti a questa spedizione. Sappiamo che si tratta di un progetto molto ambizioso, ma non vediamo l’ora di mettere le mani su questa montagna».
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