Lecco, Metlika incanta a Feltre: un gol e due assist, il centrocampista è sempre più protagonista

Il mediano classe 2001 trascina i blucelesti nella vittoria in trasferta e si conferma uno dei punti di forza della squadra di Valente. Qualità tecnica, visione di gioco e capacità di interdizione: con Mallamo forma una coppia di interni che si distingue in Serie C.

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Contrasta, ispira, ragiona detta il ritmo (a gare intere); e poi ancora: “le prende e le ridà”, serve assist-vincenti e... “Dulcis in fundo”: segna. Con una difesa avversaria a “maglie larghe come i maglioni all’unicnetto d’antan”, certo; però firma con gol spettacolari. Ecco Antonio Metlika (classe 2001) da Vittorio Veneto, mediano di origine croata, che “sta” alla Serie C, come una Ferrari ad un pista di go-kart. Tanto la qualità del suo destro, l’intelligenza del suo giocare - con o senza palla - lo ha ormai consacrato come “top player” (della categoria). Allo Zugni Tauro di Feltre - nell’ultima “vendemmia bluceleste” fuori casa - protagonista assoluto di un Lecco che “giochicchia furbetto” la prima mezz’ora, poi spinge (sul suo piede), accellera e “asfalta” i Rosaneroverdi locali. Avversari “scarsini”, è vero; ma comunque in grado la prima trentina di minuti di creare vaghe “suspances” alla retroguardia lecchese. Ed in mezzo: lui. 1 gol e 2 assist in 95’ di gioco. Prima palla possibile, calibarata per Capello al 36’ che ringrazia e va in gol; secondo colpo di genio e lancio in profondità di prima per Casarotto che insacca indisturbato (’54) e, infine (93’): veronica sull’ultimo difensore veneto e destro all’incrocio lontano. “Più di così?..” recitava una vecchia pubblicità. Non un lucano, ma un veneto nato a pochi km da Feltre; quasi “aria di casa” insomma.

Ecco un leader dal viso scavato e dallo sguardo profondo; “caudillo silenzioso” che, oltretutto, corre e si piega all’interdizione con l’umiltà di certi “pedalatori” con poca tecnica; lui che, al contario, palla al piede in C è di un’altra categoria. Certo, ora della fine di questa seconda annata in bluceleste se ne saranno accorti (a conferma di quanto già sapevano) tanti club di B e qualcuno di Serie A. Ma che importa? Oggi Metlika è del Lecco, e che se lo godano i tifosi blucelesti. Il suo futuro? Ad un primo sguardo incompetente, qualcuno potrebbe pensarlo meno veloce per un palcoscenico più prestigioso. Un errore confondere la flemma, con la reattività e la contemporanea visione di gioco. L’esempio più eclatante? Fatte ovviamente le debite proporzioni, Andrea Pirlo. Il più compassato fra i più grandi giocatori della pedata nazionale. Questione d’intellgienza tattica e di movimenti calibrati; poco dispendiosi ma efficaci. Per durare una gara intera sotto quella pressione. Dopotutto Antonio Metlika – come ha detto qualche sagace commentatore - è quello che ha “panchinato Zanellato” (eppoi costretto ad emigrare, bisognerebbe aggiunngere). Ma la netto di questo - e al bando ogni altro entusiasmo per questo Lecco 2026-’27, scaturito dalla “passeggiata di Feltre” - oggi la squadra di Valente ha una coppia di interni (aggiungendo Andrea Mallamo, ideale spalla) che la C invidia.

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