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Mercoledì 29 Aprile 2026
Lecco, senti Lepore: «Credete alla B»
Checco scuote l’ambiente bluceleste: «Il capitano Battistini sa come vincere i playoff, l’ha fatto con me» Poi il ricordo di Paolo Di Nunno: «Era uno di parola, schietto. Una vera mosca bianca nel mondo del calcio»
Lecco
Franco “Checco” Lepore ha fatto un altro miracolo. A 40 anni suonati, 41 ad agosto, ha vinto il suo settimo campionato. Questa volta con la Folgore Caratese. Se il Lecco non vincerà i play-off, se lo ritroverà davanti il prossimo campionato. Lui, il mitico numero 32, l’artefice della promozione in serie B con i suoi tre gol in finale contro il Foggia, da leccese di nascita e lecchese d’adozione.
Nonostante le quaranta primavere, Checco è sempre in grande spolvero. Dopo due promozioni con il Varese (dalla D alla C e dalla C alla B), due con il Lecce squadra della sua città (dalla C alla B e dalla B alla A), una con il Monza (dalla C alla B), e una con il Lecco (dalla C alla B), ne ha ottenuta una altrettanto clamorosa: dalla serie D alla C con la Folgore Caratese dell’istrionico presidente Michele Criscitiello. D’altronde presidenti vulcanici come Criscitiello e, prima, Paolo Di Nunno sanno apprezzare davvero giocatori e uomini veri come Checco Lepore, una leggenda vivente del pallone nostrano.
E Lepore, in attesa dei play-off del Lecco pensa di continuare a giocare anche la prossima stagione. «Penso proprio che un altro anno lo farò. Ho ancora voglia. E prima di Carate, anche ad Altamura giocavo sempre. Ora però penso al Lecco: questa stagione appena potevo lo seguivo. E ho visto sempre i riflessi filmati in televisione. Un po’ di calo, di questi tempi, ci può stare viste le assenze importanti, gli infortuni, le diffide. Il mister nel girone di ritorno ha dovuto inventarsi le formazioni e questo non ha giovato».
Ma un consiglio al Lecco e ai suoi tifosi, Checco se lo sente di dare, lui che di campionati e play-off ne ha vinti tanti: «Bisogna stare sereni e giocarsi tutte le partite senza ansie, liberi mentalmente. Qualsiasi risultato positivo arrivi, è tutto di guadagnato. Le parole d’ordine sono tre: passione, unione, positività. Sia da parte della squadra che da parte della tifoseria. La tifoseria è fantastica a Lecco. Per me dopo Lecce, Lecco è al secondo posto. Con il Lecce ero andato in serie A. E anche dalla C alla B, da capitano, segnando sotto la Curva. Ho coronato il mio sogno da bambino, quello di vestire e di fare gol al Via del Mare. Ora il sogno è di godermi ogni giorno che mi rimane da calciatore in campo nel migliore dei modi, finché non appenderò gli scarpini al chiodo. Anche se sto già pensando al mio futuro dopo la chiusura dell’attività da calciatore».
Intanto se n’è andato un artefice di quella storica promozione bluceleste: il presidente Paolo Di Nunno: «Mi è dispiaciuto molto per Di Nunno – ammette il terzino ex bluceleste -. Michele Criscitiello mi disse cos’era successo e mi sono dispiaciuto davvero tanto: Di Nunno era un uomo di parola, una brava persona, una persona schietta, onesta, che non usava tanti giri di parole. Io l’ho sempre apprezzato molto perché nel mondo del calcio era una mosca bianca. Il mondo del calcio non è fatto di persone come lui».
Parliamo alla squadra. Checco Lepore lancia un appello. «Seguite Matteo Battistini, il capitano. Lui sa come si gioca ai play-off che ha vinto insieme a me. Battistini sa cosa vuol dire vincere e cosa serve per farlo. Ogni annata fa storia a sé, è vero. Ma i ragazzi hanno la possibilità di giocarsi qualcosa di importante per cui spero che affrontino questa avventura con spensieratezza, attaccamento alla maglia e tanta, tanta voglia di vincere».
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