Mornati, giunta l’ora dell’udienza

davanti al Tribunale antidoping

Il 5 luglio il lecchese potrà difendersi a Roma dalla accuse. Niccolò era stato trovato positivo, anche alle controanalisi, all'anastrozolo

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Canottaggio

Si avvicina il momento della verità per Niccolò Mornati. Si terrà, infatti, martedì 5 luglio alle 14:30 l’udienza davanti alla I sezione del Tribunale nazionale antidoping di Roma dell’atleta lecchese.

Il canottiere azzurro era stato trovato positivo (anastrozolo, una sostanza “coprente” di assunzioni di prodotti dopanti) ad un controllo effettuato il 6 aprile nel raduno del gruppo olimpico di Piediluco. L’atleta attualmente sospeso, faceva parte del due senza (in coppia con Vincenzo Capelli), già qualificato per i Giochi di Rio 2016.

Il caso aveva destato scalpore anche per via del ruolo del fratello, Carlo Mornati, vicesegretario generale del Coni e capo delegazione azzurra a Rio. Niccolò Mornati in questi mesi di trepidante attesa ha scelto il profilo basso, stando in disparte e preoccupandosi solo di mettere a punto la linea difensiva con i suoi legali.

Puntando sulla più volte ribadita asserzione che le analisi effettuate la prima volta e le successive controanalisi sullo stesso campione, sono state influenzate dall’assunzione di carne avariata consumati in Sud Africa, durante il mese di permanenza per allenamento.

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