Quindici anni senza il Sic, il legame speciale di Marco Simoncelli con il Lecchese

Dalla Valsassina agli sponsor lecchesi, il ritratto di un campione rimasto nel cuore di chi lo ha conosciuto

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Lecco

Quindici anni senza il Sic. Marco Simoncelli è ancora oggi uno dei piloti più amati dal popolo dei motociclisti, un personaggio che ha lasciato il segno. Quel 23 ottobre 2011 è ancora vivo nel cuore di chi ama le moto e le corse motociclistiche.

Sì, perché Simoncelli era davvero un personaggio unico, una persona schietta ma dall’animo buono. E, nonostante fosse di Coriano, romagnolo doc, aveva un forte legame con la nostra provincia, in particolare con la Valsassina. Molti dei personaggi che vi presenteremo sono infatti entrati nella cerchia delle amicizie del Sic.

Posso dire che tra i primi ci sono anch’io, perché in alcune occasioni ho avuto a che fare con Marco, a cominciare da quando correva con le minimoto. Sulla pista Motor Park di Cattolica ebbi infatti l’opportunità di commentare le sue gare. Allora il Sic era davvero un bambino con una grande passione per le moto da corsa.

L’ultima volta che ebbi occasione di stare con lui fu a Misano Adriatico, dove ero andato per commentare una gara e in cabina speaker mi affidarono proprio Marco Simoncelli. Una cronaca bella e spumeggiante, perché lui era capace di renderla così. Ricordo che, al termine della cronaca, gli dissi che ci saremmo rivisti. La cosa capitò un paio d’anni più tardi a Crandola, quando, in compagnia, stava entrando al ristorante Da Gigi. Ci scambiammo una stretta di mano tra amici e una pacca sulla spalla a quel campione che era ormai arrivato in MotoGP.

Quella sera, con il Sic e la fidanzata Kate Fretti, c’era anche la sua amica Chiara Airoldi, o meglio la dottoressa Airoldi, personaggio noto anche per essere stata medico del Calcio Lecco e dell’Atalanta, oltre che molto legata al campione numero 58.

Anche lei valsassinese, Chiara Airoldi ha sempre avuto un grande rapporto di amicizia con Marco. Spesso, infatti, andava a sciare con lui e Kate, che ricambiavano invitandola ad assistere alle gare di Simoncelli, riservandole un posto privilegiato nei vari autodromi. Ancora oggi, a quindici anni dalla scomparsa di Sepang, Chiara e Kate si sentono spesso, perché l’amicizia, come si dice, è una cosa seria e, quando è vera, non si interrompe mai.

Un ruolo importante lo ha avuto anche Armando Gilardi, ex presidente del Mc Olginate e personaggio molto conosciuto nell’ambiente delle corse motociclistiche. Con la concessionaria Vai è stato infatti tra i primissimi sponsor del Sic, accompagnandolo fino al 2008, quando vinse il Mondiale della classe 250 in sella alla Gilera.

Gilardi aveva visto lontano: aveva capito che quel ragazzino sarebbe andato avanti e avrebbe fatto strada. Mai, però, avrebbe immaginato che, alcuni anni dopo, sarebbe arrivata la tremenda disgrazia di Sepang, in Malesia.

Il legame con la nostra provincia passava anche attraverso gli sponsor ufficiali. Sulla tuta del Sic si vedeva chiaramente il marchio Domino di Sirtori, azienda produttrice di manopole e comandi. Per Simoncelli, una visita agli stabilimenti in provincia di Lecco era quindi d’obbligo. Quel giorno ad accogliere il campione in azienda c’erano i fratelli Marco e Paolo Bertini. Un legame tra gente seria, dove bastava una stretta di mano per confermare un sostegno che durò fino a quel 23 ottobre.

Anche se ormai Aurelio Longoni ci ha lasciato, pure lui aveva avuto un grande rapporto di amicizia con il Sic. Tecnico indiscusso nel settore delle catene, lo aveva seguito fin da giovanissimo. Nell’ultima stagione di Simoncelli, la Catene Regina era sponsor tecnico del team e Longoni, durante i vari Gran Premi, controllava personalmente la moto.

Ultimo, ma non certo per importanza, Piermario Donadoni, amministratore delegato di Metis, che fu tra i principali sponsor nell’anno in cui il Sic conquistò il Mondiale della classe 250. Donadoni arrivò persino a regalare a Simoncelli una cascina nei pressi di Narro, in Valle, a ulteriore testimonianza di quanto fosse forte l’amicizia tra i due.

Così, insieme a tanti personaggi lecchesi, abbiamo voluto ricordare Marco Simoncelli in un modo tutto nostro, tutto lecchese.

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