Nibionno: addio a Tino Conti, grande ciclista anni ’70

Si è spento Costantino Conti, “Tino”, ciclista professionista da fine ’60 ai ’70. Un campione amato per le sue imprese, ma soprattutto per umanità e capacità di trasmettere valori.

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Nibionno

Profondo cordoglio a Nibionno e nel mondo del ciclismo per la scomparsa di Costantino Conti. Conosciuto da tutti come Tino, Conti si è spento nella notte di giovedì 11 giugno all’età di 80 anni (ne avrebbe compiuti 81 il 26 settembre). Nibionnese doc, Conti fu professionista di ciclismo su strada, dimostrandosi uno dei talenti più solidi e continui tra gli anni Sessanta e Settanta (1969-1978), periodo in cui vestì le maglie delle squadre più prestigiose dell’epoca: Faema, Scic, Ferretti, Zonca, Furzi FT, Magniflex e Gis Gelati. Prima del salto tra i grandi, da dilettante conquistò nel 1967 due ori ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi, nella prova in linea e nella cronosquadre, oltre a un prestigioso secondo posto al Tour de l’Avenir. Nel 1969 la vittoria del Giro delle Marche e l’ingresso nella Faema del cannibale Eddy Merckx. Nella massima categoria vinse una Tre Valli Varesine, due volte il Gran Premio Industria e Commercio Prato, il Giro di Toscana e il Giro della Provincia di Reggio Calabria. Il suo nome rimane legato ai Mondiali di Ostuni, dove chiuse al terzo posto dietro al belga Freddy Maertens e a Francesco Moser: un risultato che certificò definitivamente il suo valore internazionale e lo fece entrare nella leggenda. Nel 2024 diede alle stampe la sua biografia, una narrazione diretta e senza giri di parole, in cui mise l’accento sulle tante soddisfazioni raccolte in carriera, ma anche sui rimpianti e sugli errori che avrebbe dovuto evitare in gioventù.

«Un grande vuoto nella nostra comunità, che lo ha sempre considerato un punto di riferimento, non solo per le sue imprese sportive, ma per umanità, forza e capacità di trasmettere valori autentici - le parole del sindaco nibionnese Laura Di Terlizzi -. Con Tino avevamo costruito un rapporto sincero, fatto di stima e progettualità condivise. Nonostante la malattia, che aveva affrontato con dignità e determinazione, non aveva mai smesso di immaginare, proporre e mettersi in gioco. Amava la vita e desiderava trasferire i suoi insegnamenti ai giovani». Conti aveva proposto all’amministrazione nibionnese un progetto per la realizzazione di un’area ciclistica da destinare ai giovani. «L’idea era quella di creare un luogo dove bambini e ragazzi potessero avvicinarsi alla bicicletta - rilancia Di Terlizzi -. Era il suo desiderio più grande: vedere i giovani in sella. Era entusiasta, ne parlavamo spesso e ogni volta i suoi occhi brillavano. Ricordo quando venne presentato il suo libro, una giornata che coinvolse tanti grandi del ciclismo, i quali avevano sottolineato i tratti distintivi di Tino. Da una parte l’uomo rigido, caparbio e grintoso; dall’altra il Tino generoso, capace di un sorriso e di una parola buona per tutti. Ci mancherà il campione, ma soprattutto l’uomo che ha saputo insegnarci cosa significa amare la vita, lo sport e la comunità».

Conti lascia la moglie Maria Carla, la sorella Agnese, oltre ai nipoti e tantissimi amici. Il funerale si terrà domani (sabato 13 giugno) alle 15 alla chiesa parrocchiale di San Carlo a Cibrone. La camera ardente si trova presso l’abitazione di via Montello 32.

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