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Venerdì 22 Maggio 2026
Orgoglio Aliberti: «Questo Lecco merita complimenti»
La soddisfazione del presidente bluceleste: «Da settimana prossima al lavoro sulla nuova stagione»
Lettura 1 min.Lecco
Aniello Aliberti non era a Catania. Non se l’è sentita, apprensivo com’è quando giocano i suoi ragazzi. Ha mandato il fratello Michele, il factotum bluceleste, oltre che amministratore delegato della società bluceleste, insieme a Virna Bonfanti, capo della segreteria e del marketing.
Ma se l’è goduta tutta lo stesso, complimenti compresi che gli sono arrivati un po’ da tutta Italia: «D’altronde non avevo bisogno di questa partita per capire che squadra abbiamo costruito. Nessuno aveva segnato tre gol al Catania in casa in questa stagione. Siamo stati molto bravi e penso che non ci sia che da fare i complimenti alla squadra e allo staff. Ma ne parleremo presto in una conferenza stampa che indiremo settimana prossima».
Insomma, il numero uno di via Don Pozzi è soddisfatto. Felice, purtroppo, non può esserlo, vista l’eliminazione. E un pizzico di amarezza rimane per quel recupero così breve e “irrituale” concesso al suo Lecco: solo tre minuti: «Non l’ha capito nessuno. Quei tre minuti non avrebbero forse cambiato la partita, ma sarebbe stato rispettoso concederli, oltre che giusto. Se fossimo stati sul tre a zero per il Catania, va bene, ci sarebbe bastato un minuto di recupero, anche meno. Ma faccio fatica a spiegarmi quel mini recupero quando con un altro gol avremmo staccato il biglietto per la semifinale. Ma recriminare non serve a niente. Non la potremo certo rigiocare questa partita».
E ora che programma ha in mente la società? Sarà davvero corsa alla B per la prossima stagione? Per Aliberti non è ancora tempo di fare proclami né programmi: «Non siamo ancora partiti con la prossima stagione. Vediamo cosa succederà: chi resta, chi se ne va, chi arriva. Ora buttare tutti i dadi sul tavolo non è il caso. Da settimana prossima cominciamo a lavorare per il futuro e stabiliamo obiettivi e priorità». Non si parla di nomi, di allenatori, di giocatori. Anche perché ad Aliberti piacerebbe poter fare budget differenti, con l’aiuto di qualche socio che gli possa dare una mano.
Ma anche su questo piano di novità, per ora, non ce ne sono: «Soci nuovi? Siamo sempre in attesa, ma poi non arriva mai nessuno. Tante belle parole ma fatti zero. Oramai ci ho fatto l’abitudine».
Insomma la soddisfazione c’è, l’onore è salvo. La stagione è da mettere in archivio con grande soddisfazione mista a un pizzico di amarezza per qualche episodio che avrebbe potuto cambiare il finale, sia in campionato che nella saga dei play-off.
Ma pretendere di più da una società che ha speso circa un quinto del Catania, che ha un bacino d’utenza di 800mila persone nella sola città, per rimanere allo spareggio appena perduto, è difficile. Poi si può sempre pretendere di più, ma cosa rimproverare a una società che anche a gennaio ha saputo rafforzare decisamente il parco giocatori e dare a Valente tutto quello di cui aveva bisogno? Difficile sarà anche trattenere tutti i migliori e, anzi, rilanciare. Ma Aniello Aliberti è pronto a farlo, da quel che non dice ma lascia trasparire. Settimana prossima ne sapremo di più.
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