Pallavolo: dal Brivio alla Superlega, Corbetta debutta con Milano e sogna la Nazionale

Il 18enne libero lecchese Jacopo Corbetta racconta l’emozione dell’esordio in Serie A con l’Allianz Milano e la vittoria della Coppa Cev. Cresciuto tra Cisanese e Brugherio, si sta facendo spazio tra i grandi della pallavolo italiana, con i piedi per terra e un sogno nel cassetto: la maglia azzurra

Non solo donne (lecchesi) nell’olimpo della pallavolo nazionale stavolta dopo l’atleta di Valgreghentino Miriam Sylla (ora al Fernembace), e le sorelle di Garlate Sylvia Nwkalor (classe 99) schiacciatrice in forza al sestetto giapponese del Rockets Kawasaki, e Linda tesserata per il Scandicci, anche un “piccolo” uomo ha avuto il previlegio di esordire in serie A con la maglia dell’Allianz Milano.

Lui è il 18enne libero di Brivio Jacopo Corbetta, fresco vincitore della coppa Cev, che porta Milano sul terzo piedistallo delle gerarchie europee. Cresciuto nella Cisanese quindi nel Brugherio in B, prima del trasferimento nel salotto nobile della superlega ,Inizialmente impiegato nelle giovanili del team meneghino (in B), il ragazzo ha fatto il suo esordio nella massima categoria lo scorso cinque gennaio in terra umbra in Perugia- Milano 3-1. Un debutto amaro quindi anche se il giovanissimo lariano, lui quella data nonostante la sconfitta resterà indelebile nel libro dei ricordi. “E’ vero concorda- provai un’emozione unica già esordire davanti a tanti campioni è stato complicato, pensate farlo in trasferta e sul campo della capolista i ragazzi sul parquet devo dire che mi hanno sostenuto e di questo li ringrazio, ma ripeto soprattutto nei primi minuti fu davvero tosta”.

Ed ora la grandissima soddisfazione di aver vinto una coppa europea…

“ Nelle partite internazionali si prova un’emozione particolare, poi fare festa con i tifosi è stato il massimo- dedico la vittoria alla mia famiglia per i sacrifici compiuti portandomi in giro, sin da quando ero piccolo”.

Possiamo definirlo, una sorta di debutto del fuoco, quello di campionato a Perugia?.

“Assolutamente, dovetti sostituire il libero titolare e quindi Damiano Catania infortunato- in pratica giocai l’intera partita purtroppo, uscimmo dal campo con le pive nel sacco”.

Come andò a livello personale?

“Nonostante tutto credo di essermela cavata, o almeno spero in ogni caso ribadisco il concetto per me è una data che non cancellerò mai dal calendario”.

Ad oggi sono nove le presenze in A contento?

“E come non potrei esserlo, normale gioco pochi minuti ma l’esperienza che maturi in queste circostanze penso sia formativa, per la crescita di un giovane”.

Siete stati eliminati da Verona, nella lotta per il primo e secondo posto dispiace aver perso anche lo scontro con Modena per l’accesso, alla finale del quinto posto ovviamente..

Esatto, in campionato all’andata vincemmo noi al tiebreak mentre a Modena perdemmo 3-0. Pensavamo di poter invertire la tendenza, invece è andata male, nulla cercheremo di rifarci in altre occasioni”.

Titolare in B, seconda linea nella superlega le differenze a livello di campo?.

“Direi sostanziali in A, il gioco è di altissimo livello se commetti anche solo un piccolo lo paghi. La palla gira molto più veloce e ricevere bene diventa complicato, nulla sono molto giovane e devo maturare tanta esperienza soprattutto imparare durante gli allenamenti, che aggiungere sono contento di ciò che sto ottenendo, anche se la regola numero uno è mantenere i piedi a terra”.

Domandona; perché il libero?

“ Nulla, ultimamente sta diventando un ruolo sempre più importante della squadra. Io non essendo altissimo con i miei 180 centimetri, ho cercato di emergere in una posizione a me consona- e sono felice di aver preso questa decisione”.

A devi dire grazie per essere arrivato sin qui?

“A tanta gente in primis i miei genitori e quindi papà Claudio e mamma Manuela, oltre a tutti gli allenatori che ho avuto”.

Un coach a cui devi essere particolarmente grato?

“ Ripeto, meglio non fare classifiche di merito ognuno di loro mi ha insegnato cose importanti”.

Jacopo, perché il volley?

“Semplice sono stato quasi obbligato, la pallavolo è lo sport di famiglia genitori e nonni hanno giocato a livello amatoriale e anche noi figli ne abbiamo seguito inevitabilmente le orme”.

Anche i tuoi due fratelli minori dicevi, fanno pallavolo..

“Elia che ha un anno meno di me, fa lo schiacciatore a Cisano mentre Nicolò di dodici, sempre nella stessa squadra, sta cercando la sua vera identità nel senso che essendo ancora piccolo, l’allenatore lo sta giustamente provando in più ruoli”.

Dicevi dei difetti, ma la specialità della casa?

“Dieri che ho un buon bagher, sicuramente migliorabile ma direi che ci siamo”.

Anche perché ricevendo bene, la costruzione in buona sostanza parte in carrozza o no?.

“Esatto, credo sia una sorta di fondamenta se si inizia bene si arriva al tetto in caso contrario molto spesso il punto lo subisci”.

Il tuo giocatore preferito è?

“Micheletto, e davvero molto bravo considerando che è uno dei punti fermi della nazionale, però io dico forse perché ricopre il mio ruolo di libero il mio compagno di squadra Catania davvero molto bravo, da lui ogni giorno imparo qualcosa”.

Hobby e tempo libero come vengono da te gestiti?

“ho la grande passione di vedere tanti film in tv di ogni genere, naturalmente esco anche a divertirmi con gli amici fare passeggiate in montagna. Normale gli impegni sportivi sono davvero molti, e giocoforza il tempo per lo svago non è tanto- però va benissimo così ci mancherebbe altro”.

Facile intuire il sogno nel cassetto, inizia con la lettera N giusto?

“Hai fatto centro, vestire un domani la maglia della nazionale è davvero un sogno per ogni ragazzo impresa mi rendo conto al limite del possibile, ma intanto sognare , non costa nulla quindi…. “.

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