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Martedì 23 Giugno 2026
Rigamonti-Ceppi, entra nel vivo il nuovo campo: posa del manto sintetico
Completata la preparazione del fondo, al via la stesura dei tappeti d’erba artificiale. Lavori verso la conclusione entro l’8 luglio, mentre si studiano anche interventi per migliorare accoglienza, hospitality e tribuna stampa dello stadio.
Lettura 2 min.Lecco
Oramai è tutto pronto per la stesura del manto del terreno di gioco del Rigamonti-Ceppi. I lavori, iniziati l’8 giugno scorso potrebbero terminare, compresi i collaudi al massimo entro l’8 luglio. Le tre-quattro settimane di prassi. Quel che è certo è che l’impresa Tremolada che lavora per conto di Limonta Sport ha già steso in queste ore il substrato sabbioso che dovrà ospitare i “tappeti” di manto erboso sintetico. Insomma, siamo arrivati alla fase 4 di 8, per usare un gergo tecnico: ovvero alla posa del sottotappeto prestazionale e del manto. Più nello specifico all’allineamento e srotolamento dei “tappetoni” di erba sintetica che costituiranno, assemblati, il nuovo terreno di gioco del Rigamonti-Ceppi. Dopo non resterà che passare alla fase 5 (segnaletica di gioco comprensiva di nuove porte e nuove reti bianche), la fase 6 (posa dell’intaso), la 7 ( controllo e rifinitura) fino a quella decisiva, la 8, che è la certificazione del campo da parte della Lnd e dei commissari Fifa che, comunque, dovrebbe essere solo un pro forma vista l’altissima professionalità messa in campo (letteralmente), da Limonta.
Anche perché il terreno di gioco del Rigamonti-Ceppi, una volta steso e lasciato riposare, sarà anche l’unico campo di allenamento della stagione. Non sono previste “trasferte” come avvenuto nella passata, perché questo sarà un campo “top” come direbbe mister Valente. E poi perché l’unico motivo per cambiare campo sarebbe quello di provare schemi e tecniche su erba naturale quando il Lecco andrà in trasferta su campi non in sintetico. Questo potrà capitare, ma naturalmente i casi di questo tipo non saranno così frequenti. Per cui ci siamo quasi. L’opera procede e con essa si pensa anche a tutti i piccoli lavori allo stadio di miglioramento delle condizioni generali di visione della partita. Il presidente Aliberti ha sempre pensato di togliere le file che non sono sfruttabili dai Distinti, perché messe sotto il piano di calpestio del terreno di gioco, per pensare a come ricavare posti in più nelle zone invece da dove il campo si può vedere. Intanto qualche cambiamento nei progetti iniziali c’è già stato.
Si sta pensando di creare la zona hospitality all’ingresso della tribuna, spostando il bar nel prefabbricato non in fondo (dove attualmente c’è la palestrina), bensì in continuazione dell’hospitality per non dover far fare ai clienti del bar la “scarpinata” fino in fondo alla tribuna stessa, per comprare caffè, bibite e quant’altro. Di sicuro comunque si vedrà un cambiamento nell’area accoglienza dello stadio, insomma. Anche da parte dei giornalisti stessi oramai da anni sfrattati dalla tribuna d’onore, quindi dalla centrale e ora portati in tribuna laterale ma senza possibilità di muoversi dalle loro postazioni, stretti come sono a gruppi di quindici per il quale se si deve alzare il primo della fila, si devono alzare tutti e quattordici gli altri... Problema che per i tifosi è di nessun conto, ma che per la stampa è di urgente risoluzione. Anche per motivi di sicurezza: in caso di evacuazione d’emergenza dello stadio (non succederà mai), l’ultimo giornalista rimarrebbe praticamente intrappolato in tribuna stampa.
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