Sci / Valsassina
Sabato 17 Ottobre 2026
Sci, Stefano Baruffaldi promuove i lecchesi: «Per Sala nessun traguardo è precluso»
A una settimana dal via della Coppa del Mondo, l’ex azzurro di Dervio analizza le prospettive di Zenere, Melesi, Sala e Molteni. «Le ragazze hanno il potenziale per vincere, ma serve continuità. Tommaso può puntare in alto, Nicolò riparta senza fretta dopo l’infortunio»
Lettura 3 min.Dervio
Manca ormai una sola settimana all’inizio della coppa del mondo di sci alpino edizione 26/27, quattro come è ben noto i nostri ragazzi alla partenza in questa edizione loro sono: il casatese Tommaso Sala, la ragazza di Ballabio Roberta Melesi, la barziese d’adozione Asya Zenere, oltre al comasco cresciuto agonisticamente allo sci club Lecco, Nicolò Molteni.
Si partirà dunque sabato 24 ottobre a Solden in Austria, nel gigante inaugurale al via una sola nostra rappresentante: Zenere. Occasione dunque propizia per sentire l’opinione di un addetto ai lavori - si tratta del 34enne ex atleta residente a Dervio di coppa del mondo (otto gare disputate), Stefano Baruffaldi, a lui il compito di dare una sorta di pagella ai ragazzi di cui sopra - partendo con l’unica atleta al via nel gigante d’apertura. «Asya è reduce da un anno altamente positivo, il terzo posto e il primo podio in assoluto con le più brave conseguito nella scorsa stagione in Val Di Fassa - secondo me è uno stimolo importante, che dà un’enorme fiducia. Dipende anche dal risultato che riuscirà a fare nella prima gara dovesse andare bene, le chance di ritagliarsi uno spazio importante in seguito, ritengo possa essere grande staremo a vedere».
Secondo te, cosa possiamo attenderci realmente da Zenere in questo 26/27 sportivo?
«Potenzialmente lei ha grandi numeri, peccato manchi di continuità e compia troppi errori, senza di essi i risultati potrebbero essere davvero eccellenti».
Lo stesso discorso vale anche per Roberta Melesi, dicevi.
«Esattamente, lei tecnicamente è straordinaria. Spesso e volentieri ci vediamo insieme a Tommy Sala, e le dico che deve darsi una mossa, anche lei commette molti errori e manca di continuità. Un anno direi di basilare importanza, bisogna cogliere la palla al balzo approfittando dell’assenza delle big Brignone, Goggia e Vonn oltre al ritiro della svizzera Lara Gut, inoltre l’anno venturo si ritirerà anche Curtoni, quindi il campo è sgombro. Insomma un’occasione da cogliere al volo diversamente per loro, puntare in grande diventerà praticamente impossibile».
Le “nostre” ragazze possono essere competitive, ma sino a che punto?
«Secondo me, anche se Laura Pirovano è un gradino sopra, potenzialmente hanno le carte in regola anche per vincere. Dipende da loro, questa è una stagione transitoria dovessero fallire ancora, la vedo dura anche perché da dietro le ragazzine spingono».
Eccoci ora allo slalomista Tommaso Sala, cosa possiamo aspettarci realisticamente da lui?
«Per Tommy il discorso cambia, ha avuto la sfortuna di saltare due stagioni causa infortunio proprio quando era in rampa di lancio. Tuttavia in casa Italia tra i pali stretti è comunque se non il primo il secondo, se sta bene fisicamente può davvero puntare in alto, nessun risultato è precluso. Lui se ha uno ti dà uno, e se ha dieci ti dà dieci. Comunque auguro a Tommy e alle due ragazze il meglio, questo credo sia scontato».
Chiudiamo con il discesista comasco cresciuto allo sci club Lecco, Nicolò Molteni al rientro dopo la frattura del crociato.
«Esatto, lui in pratica deve partire da zero quando rientri da un infortunio così pesante solitamente serve un’intera stagione per tornare, fisicamente e non solo al top. Già se riuscisse ad arrivare un paio di volte nei trenta sarebbe tanta roba visto che gli permetterebbe di fare punti, aspetto basilare in vista della stagione futura anche per non rischiare di uscire dal gruppo azzurro».
Parliamo ora della tua carriera, terminata nel 20/21, ti va?
«Assolutamente iniziai dallo sci club Orezzo, quindi eccomi alla Fiamme Gialle e infine allo sci Cortina».
Otto le tue presenze in coppa del mondo.
«Si, onestamente avrebbero potuto essere molte di più ma diciamo che non fui fortunato con la federazione, che per una serie di motivi mi tenne fuori squadra nonostante avessi i requisiti per farne parte, comunque non voglio fare polemiche anche se ovviamente ci rimasi male».
La dimostrazione lampante arrivò nel gigante del 7 dicembre 2020 a Santa Caterina difendendo i colori del Cortina arrivasti 24esimo,in gigante una grande gioia immagino?
«Certo, pensate io partii con il pettorale 60, inoltre nella seconda manche realizzai il sesto tempo - successivamente non mi portarono in squadra - e preferii seguire mio padre e i miei due fratelli nell’azienda immobiliare di famiglia. Adesso continuo a sciare per divertimento, quando stacco la spina dal lavoro».
L’ultima tua apparizione in gara fu ai campionati austriaci del 20/21 dove arrivasti nono.
«Andò proprio così, ma ormai sono cinque anni che ho appeso gli sci al chiodo almeno a livello agonistico, va bene così».
La federazione tuttavia continua a sbagliare, lo si vede nelle discipline tecniche anche se lo slalom se possibile sembra maggiormente in crisi rispetto al gigante come si spiega il tutto?
«Semplice, si porta in squadra un giovane promettente e se poi sbaglia alla sua prima stagione in Coppa del mondo, lo si lascia a piedi provandone un altro, è un gatto che si morde la coda e non se ne verrà mai a capo».
Mancano anche i punti di riferimento in squadra, avere un campione con il quale ti alleni insieme e impari i trucchi del mestiere, ritieni sia determinante?
«E come no, serve da traino, ti stimola a migliorare quotidianamente. Nelle donne le varie Goggia, Brignone, Curtoni e ora anche Pirovano sono l’esempio lampante, tra i maschi invece - discesisti esclusi in botta con Paris e Franzone - non esistono punti di riferimento».
Quindi per in ultima analisi cosa possiamo dire?
«Semplice serve dare tempo i giovani per crescere, personalmente credo sia l’unica medicina valida per uscirne. Speriamo in bene».
Giusto ricordare che anche i tuoi fratelli Matteo e Davide, sono stati sciatori agonisti allo sci club Lecco.
«Certo nelle categorie giovanili si sono fatti valere, primeggiando anche nei Giovani diciamo l’anticamera, verso la coppa Europa e la nazionale C».
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