Sport / Circondario
Lunedì 20 Aprile 2026
Terza categoria: insulti in campo e rissa, un giocatore finisce al pronto soccorso
Brutto episodio nella sfida fra DueVi e l’Olympic Lurago. L’arbitro ha sospeso la partita. La società galbiatese chiede scusa per l’accaduto
Si è conclusa nel modo peggiore, tra paura, tensione e momenti di forte allarme, la sfida di Terza categoria lecchese tra Olympic Lurago e Due Vi di Villa Vergano (frazione di Galbiate), disputata domenica sul campo di via Bovia a Lambrugo, in provincia di Como. Una gara che vedeva la formazione lecchese avanti 0-2 e che è stata sospesa al 47’ del primo tempo, allo scadere del recupero.
L’episodio chiave si è verificato poco prima dell’intervallo. Dopo uno scontro verbale acceso nato in campo, il direttore di gara Pio Ippolito della sezione Aia di Como ha espulso, per reciproche scorrettezze, Matteo Valsecchi dell’Olympic Lurago e Francesco Bovis della Due Vi di Villa Vergano.
Dopo il cartellino rosso, mentre i due calciatori si stavano dirigendo verso gli spogliatoi, il confronto non si è esaurito. I toni sono rimasti accesi anche fuori dal terreno di gioco e, secondo quanto ricostruito, la situazione è rapidamente degenerata. Nel corso della concitazione, Matteo Valsecchi è stato colpito al volto, riportando una ferita che ha richiesto l’immediato intervento dei presenti a bordo campo.
L’episodio ha provocato momenti di forte tensione anche sugli spalti, con parole concitate e un clima di generale preoccupazione tra il pubblico. Dirigenti e addetti hanno cercato di riportare la calma, mentre l’arbitro, valutata la gravità della situazione e il rischio per l’ordine e la sicurezza, ha scelto di sospendere definitivamente l’incontro.
Dalla società lecchese Due Vi di Villa Vergano prevalgono amarezza e senso di responsabilità per quanto accaduto. A esprimere la posizione del club è l’allenatore Paolo Bonsanto, che non minimizza la gravità dell’episodio e prende nettamente le distanze da ogni comportamento violento.
«La prima cosa che voglio dire è che sono dispiaciuto umanamente per quanto successo – afferma Bonsanto – e chiedo scusa a nome mio, del mio tesserato e di tutta la società Due Vi». Il tecnico sottolinea come il giocatore coinvolto abbia riconosciuto l’errore: «Ha sbagliato, ne è consapevole e ha chiesto scusa sia a me sia ai compagni».
Nel ricostruire l’origine della tensione, l’allenatore non cerca attenuanti: «Tutto è nato da un insulto ricevuto, che ha fatto scattare la scintilla, ma questo non può in alcun modo giustificare un gesto indifendibile. Anche se sono arrivate le scuse, resta il fatto che quanto accaduto non deve mai succedere su un campo di calcio».
Parole che esprimono un dispiacere profondo, umano e sportivo: «Il calcio è uno sport duro, a volte ruvido, ma quello che è successo va ben oltre il limite accettabile e danneggia l’immagine di tutti».
Infine, lo sguardo è rivolto alle conseguenze disciplinari: «Attendiamo la decisione del giudice sportivo e accetteremo qualsiasi provvedimento. Dispiace perché, dopo un grande campionato, probabilmente perderemo la possibilità di entrare nei playoff, ma se arriverà una punizione sarà giusto accettarla».
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