Trasferte, possibile un lungo stop per la tifoseria bluceleste

Dopo gli scontri, la tifoseria bluceleste rischia di non poter andare a lungo in trasferta. Il Viminale deciderà sull’entità dello stop, che potrebbe protrarsi per settimane o mesi.

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Lecco

Si annuncia un lungo stop per la tifoseria bluceleste? Purtroppo pare proprio di sì. Potrebbe essere ufficializzato nelle prossime ore. Se di settimane o mesi, lo deciderà il Viminale attraverso il Casms (comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive). Ma non butta bene. Dopo gli scontri dell’andata i catanesi (già fermati per la trasferta ad Ascoli e che si attendono, a leggere i media siciliani, una pesantissima stangata), proprio nella riunione che ha portato al divieto di trasferta per la semifinale di andata ad Ascoli, avrebbero “captato”, attraverso indiscrezioni di stampa, che la squalifica potrebbe arrivare fino a sei mesi. La stessa per i blucelesti? Non è dato sapere.

I precedenti, però, fanno riflettere: pochi giorni fa il Ministero degli interni ha infatti disposto il divieto di trasferta per i sostenitori del Pescara fino al 1° febbraio del 2027, con la vendita dei tagliandi vietata ai residenti dell’intera regione Abruzzo. Dopo la retrocessione arrivata in casa, infatti, con il ferimento di diversi agenti delle forze dell’ordine e sei arresti, ma anche dopo il lancio di 126 bombe carta dentro e fuori lo stadio Adriatico (e 72 lacrimogeni della Polizia), i tifosi biancazzurri sono stati fermati da una squalifica record. Ci si augura che il Viminale nel caso del tifo bluceleste faccia dei distinguo: si è ritrovato, pur avendo acceso la probabile miccia (ma è davvero così? Il giorno di Lecco-Catania pulmini di Ultras catanesi giravano indisturbati per la città già dalle 12), a dover rispondere all’assalto del Bar Stadio in via Papa Giovanni XXIII. Purtroppo però il Viminale non ragiona su “di chi sia la colpa”: per la legge, anche reagire con violenza a una provocazione rimane un reato. Fatto sta che in questa stagione il “laccio” è stato stretto più volte. A inizio marzo sono stati puniti Arezzo e Ravenna con blocchi consecutivi di tre trasferte a testa, fino a metà aprile. A inizio febbraio 2026, a seguito dei gravi disordini scoppiati in occasione del derby del 1° febbraio contro la Pro Vercelli i tifosi del Novara sono stati fermati praticamente per tutto il restante campionato (i vercellesi fino al 27 febbraio). I residenti nella provincia di Foggia hanno poi dovuto saltare quasi tutte le trasferte cruciali del girone di ritorno, per oltre due mesi e mezzo. Anche il Taranto a causa di ripetute tensioni, è stato punito da inizio marzo fino alla fine della stagione regolare: impediti gli spostamenti dei residenti della provincia di Taranto. Il Sorrento a inizio aprile, ha incassato il divieto assoluto di trasferta per i suoi sostenitori sia per la gara contro il Potenza che per quella successiva contro il Picerno. E sempre l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, con cui il Casms si interfaccia sempre, ha bloccato consecutivamente i biglietti per diverse tifoserie campane: Casertana, Benevento, in primis. C’è da incrociare le dita e sperare nella clemenza del Ministero degli interni.

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