(Foto di Huiala)
A Vercelli arriva una vittoria netta e convincente, con cinque gol e una prestazione da grande squadra. I blucelesti ritrovano slancio e si riaffacciano in zona play-off: ora l’obiettivo è dare continuità ai segnali di crescita.
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Vercelli
Pro Vercelli-Lecco è un monologo bluceleste che non ti aspetti. Il Lecco azzecca la trasferta giusta e chiude il mini ciclo di dieci giornate con tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte. Il che fa la differenza tra un bilancio da media retrocessione a una media da salvezza senza patemi. Anzi. Ieri sera, in attesa delle altre gare che si giocheranno tutte da oggi in poi, il Lecco è risalito in zona play-off. Ma non si può entusiasmarsi perché il Lecco deve ancora trovare un equilibrio. Anche a Desenzano la squadra di mister Valente aveva fatto magie salvo poi sprofondare in una mini crisi da quattro gare e tre punti (Pergolettese, Cittadella, brescia e Alcione, una sconfitta esterna e tre pari casalinghi).
Insomma molto bene, ma i progressi devono essere tradotti in buone prove anche quando l’avversario è di altra categoria e soprattutto quando gioca molto “chiuso”. La Pro Vercelli non ha neanche provato a farsi trovare dietro la linea del pallone. E si è visto… Cinque pappine e tutti a casa.
Insomma, una vittoria squillante, convincente, mai in discussione, in un momento difficile che aveva fato pensare, in caso di sconfitta, anche a un possibile avvicendamento in panchina. E, invece, come spesso avviene nel calcio, si passa dalle stalle alle stelle e il Lecco incerto, balbuziente, visto contro l’Alcione diventa quello sfrontato, impertinente, padrone assoluto del campo a Vercelli contro la Pro. Certo a mister Bonera mancano sette giocatori tra i quali capitan Comi, ma è anche vero che contro un Lecco così sarebbe stato difficile per qualsiasi bianca casacca, mettersi di mezzo. E dire che i blucelesti hanno anche commesso qualche ingenuità davvero grossa, dopo il meritatissimo 1 a 0 di Pellegrino. Perché, per esempio, dopo il gol di Pellegrino al 21’ che concludeva in diagonale un ottimo suggerimento di Capello, e dopo che Manetti si era mangiato il 2 a 0, Arena, al 29’ Arena impazzisce: già ammonito, prende il pallone con le mani perché lo giudica sgonfio. Il rischio corso è enorme perché è vero che il pallone era in possesso bluceleste, ma la volontarietà dell’azione avrebbe potuto far decidere il direttore di gara per il secondo giallo. Diciamo che sarebbe stato ingiusto, ma non scorretto. Meglio così perché si sarebbe messo in discussione un risultato che nel primo tempo non ha mai avuto altro protagonista se non il Lecco. Prima del raddoppio di Casarotto (tap-in su tiro di Mallamo ispirato da Capello), al 44’, il Lecco aveva già sfiorato il raddoppio con Urso (legno clamoroso al 43’ pt), e soprattutto aveva portato a casa tredici tiri totali dei quali sette nello specchio, con un 62,9 per cento di possesso palla. Grandi numeri, insomma. E ancora qualche errore di troppo in fase conclusiva che, però, questa volta non hanno inciso, visto il pingue passivo accumulato dalle bianche casacche padrone di casa. Nella ripresa va anche meglio: al 5’ è un grande diagonale di Manetti (secondo gol consecutivo) a portare il Lecco sul tris di giornata ed è poi Urso, con un’azione personale prepotente, a chiudere virtualmente la gara con una fuga sulla destra conclusa in maniera imparabile. Il gol di testa di Sidler al 33’ è la classica ciliegina sulla torta… Partita in ghiaccio e Lecco, ma soprattutto Valente, che tira un grosso respiro di sollievo.
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