Cronaca / Tirano e Alta valle
Sabato 18 Aprile 2026
Avvistata una lince al Parco dello Stelvio
Il felino è stato avvistato sia nel Parco nazionale dello Stelvio che nella zona del lago di Livigno. Potrebbe essere in fase di dispersione
Livigno
L’ultimo avvistamento nel Parco nazionale dello Stelvio risaliva al 14 novembre 2024, quando, in due occasioni, uno stupendo esemplare di lince era stato ripreso a correre ai bordi della statale 301 del Foscagno al mattino e poi a inoltrarsi nel bosco, mentre al pomeriggio era stato fotografato, probabile sempre lo stesso, nella zona del Crap de la Parè, al Passo d’Eira.
E poche settimane fa, anche se la notizia è stata diffusa recentemente dal Parco nazionale dello Stelvio, un altro avvistamento si è avuto nella zona del lago di Livigno dove una fototrappola ha rilevato il passaggio nottetempo di uno stupendo esemplare di lince eurasiatica che potrebbe essere in fase di dispersione, quella in cui si il felino si stacca dalla madre per esplorare nuovi territori, e potrebbe verosimilmente provenire dalla Svizzera, dove c’è un’importante presenza dell’animale, o dall’Alto Adige, dove pure la specie si è insediata in modo stabile.
«Al momento non è possibile dire se si tratti di un passaggio temporaneo – dicono dal Parco nazionale dello Stelvio – o se l’animale deciderà di stabilirsi nel territorio del Parco. Il monitoraggio comunque proseguirà per raccogliere ulteriori informazioni e approfondire l’evoluzione della situazione».
Va detto che si tratta di una specie elusiva e solitaria, che frequenta ambienti forestali e montani e si muove su territori molto estesi. Gli adulti possono raggiungere anche un peso fra i 18 e i 30 chili e raramente si riesce a vedere questo animale se non fototrappolandolo. Appartiene alla categoria dei predatori, come lupi ed orsi, però, dicono gli esperti, «si ciba più che altro di selvatici e l’impatto sugli animali d’allevamento – dicono – è molto limitato nei territori dove l’animale è presente. Può accadere che vengano predati ovini e caprini, ma i casi sono remoti. Oltretutto – spiegano gli esperti – è un animale solitario, che non vive in branco».
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