Ferragosto: il caldo spinge in Alta Valle. E Bormio va alla grande

Proiezioni Il territorio recupera rispetto alle previsioni. Più 9,3% delle prenotazioni on line rispetto al 2025 A Livigno spostamento delle preferenze da 3 a 4 stelle

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Bormio

A spingere la montagna sono anche le temperature elevate che stanno caratterizzando queste settimane estive.

Il fresco relativo delle quote più alte, sebbene i 25 gradi al sole di Livigno rappresentino un’anomalia, insieme a natura, sport e attività all’aperto, rende sempre più competitivo il prodotto alpino anche in piena estate, quando tradizionalmente la domanda italiana si concentrava soprattutto sulle destinazioni balneari.

E poi c’è l’effetto, ancora difficile da quantificare pienamente, di Milano Cortina 2026.

Livigno e Bormio arrivano alla prima estate dopo i Giochi con una notorietà internazionale accresciuta. Per Roberto Galli, presidente provinciale di Federalberghi Sondrio, tuttavia, non è ancora possibile parlare di un vero e proprio boom della domanda straniera. L’impressione è anzi che la quota degli stranieri, dopo la crescita registrata negli ultimi anni, quest’estate possa essere leggermente diminuita, mentre l’età media della clientela appare più alta. Il confronto territoriale resta comunque favorevole alla Valtellina con Bormio che sta andando molto bene. «Un’estate particolarmente forte, più che quella di Livigno dove invece l’inverno continua a essere il top» ammette Galli.

La fotografia scattata dall’assessorato regionale aiuta a inquadrare il fenomeno.

Dopo la montagna con una saturazione media al 73,4%, con punte del 79,9%, le destinazioni lacustri raggiungono una saturazione media del 67,5%, con punte del 72,4%, mentre i borghi si fermano al 63,6%, con picchi del 71%. Il Garda e il Lario continuano a intercettare una forte componente internazionale, particolarmente turisti provenienti da Stati Uniti e Uk, mentre la crescita dei borghi indica che la domanda sta iniziando a distribuirsi anche oltre i grandi poli turistici. Anche se rimane da lavorarci.

«Si tratta di dati molto positivi - commenta l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione, Debora Massari – che confermano la capacità della Lombardia di intercettare una domanda turistica in evoluzione».

Per la Regione, la sfida ora non è soltanto riempire le strutture, ma trasformare l’aumento delle presenze in maggiore valore economico per i territori. «Il sold out è un risultato positivo, ma il nostro lavoro va e deve andare oltre – sottolinea Massari – : accanto alle presenze guardiamo alla permanenza e alla capacità del turismo di generare valore per ricettività, ristorazione, commercio, cultura e servizi». Un passaggio che segnerà probabilmente anche i prossimi mesi della stagione valtellinese.

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